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5/09/2008
Adolfo Ferraro diventa il "primario" dell'Opg
Di Adolfo Ferraro, storico direttore dell’ospedale psichiatrico iudiziario “Filippo Saporito” di Aversa, non si può dire certamente che non sia intimamente legato al suo lavoro
Responsabile della struttura manicomiale-
Direttore Ferraro come giudica questo passaggio che, forse, definire epocale non è esagerato?
“Si sta finalmente attuando quanto previsto dalla normativa vigente. Gli ospedali psichiatrici giudiziari sono sempre meno giudiziari e più ospedali. Da anni vado affermando che la sanità pubblica non può non farsi carico di persone, costrette, di fatto, ad essere tenute nella loro condizione di detenuti, nonostante non ne ricorressero più i presupposti. Il passaggio sarà, ovviamente, graduale. Da parte mia sono contento di essere passato dall’amministrazione penitenziaria a quella sanitaria”.
In pratica, Ferraro diventa una sorta di primario di quello che sarà un ospedale per pazienti lungodegenti. Quanti sono attualmente gli ospiti del “Saporito” di Aversa e come potrà cambiare in meglio la loro situazione?
“Negli ultimi mesi, dopo i noti casi di cronaca, il numero di ricoverati era sensibilmente calato. Ora, siamo di nuovo a circa duecentosettanta ospiti. Un numero sproporzionato rispetto alla capacità ricettiva della struttura. Una situazione che, però, nel volgere di breve tempo cambierà. Infatti, essendo io responsabile della struttura dal punto di vista sanitario, potrò non accettare nuovi ricoverati (così come avviene in un normale ospedale quando non ci sono posti letto per nuovi malati, n.d.r.) e fare in modo che la degenza nel nosocomio sia a misura umana”.