Menu principale:
Il Corriere di Caserta
Aversa, quei matti da «slegare»
Maranta, del Pcr, nel «manicomio criminale»: qui si usano ancora letti di contenzione
NAPOLI -
Quanti sono attualmente gli ospiti dell'Opg «Saporito» di Aversa?
«Centottantacinque, tenuti in condizioni che definire allarmanti è poco. Nel corso della visita effettuata assieme a Francesco Laviano dell'associazione Antigone, non ho visto lenzuola, ma materassi sporchi e coperte ridotte a stracci, pareti umide e scrostate. I servizi igienici sono poi in totale abbandono perché -
Come si finisce in un luogo del genere?
«Si può entrare lì perché giudicati non in grado di intendere a di volere al momento di commettere il reato; oppure vi si può essere inviati in osservazione psichiatrica durante la detenzione nel carcere "vero". Ma il periodo in cui l'Opg si riempie maggiormente è quello delle feste natalizie, o d'estate. Il motivo è semplice: nei periodi festivi il disagio a la solitudine in carcere si fanno più pesanti; basta dare un segno di nervosismo in più a ti sbattono qui dentro».
L'opinione diffusa è che negli Opg arrivino condannati estremamente pericolosi per sé a per gli altri.
«Io ho trovato per lo più connazionali anziani, o extracomunitari giovani: gli ultimi della società. E i "pericolosi" finiscono sul letto di contenzione».
Come, scusi?
«Sì, anch'io ho avuto un moto di incredulità. Ma ad Aversa esistono ancora -
Avrà affrontato l'argomento anche con i! direttore.
«Definirei il direttore, Adolfo Ferraro, un buon professionista bloccato dal regolamento carcerario. Quando gli ho chiesto che cosa fosse cambiato in quel luogo negli ultimi 20 anni, mi ha guardato negli occhi a mi ha risposto: "Niente". Dove ha potuto agire, ha fatto ottime cose: come l'area verde, destinata all'allevamento di animali e alla coltivazione di alberi. Sì, ho visto 40 specie di animali in libertà su un bellissimo prato. Ma non posso dimenticare che, a pochi metri da lì, c'era un uomo legato che soffriva Su questo punto il direttore, di cui pure ho avuto modo di verificare i suoi sforzi, deve dare una risposta netta».
E la sua, di risposta, qual è? Che cos'è un ospedale psichiatrico come quello di Aversa?
«È una discarica umana. La politica, i ministri di ogni schieramento politico lo sanno, ma se ne disinteressano perché quegli ammalati non votano. Strutture come quella offendono la dignità dell'individuo, al punto che dovrebbe intervenire la Corte europea: è inumano che persone con patologie mentali vengano ospitate in luoghi in cui si perde l'umanità e si è espulsi dalla specie umana. Siamo pronti a mobilitarci -
C'è dunque qualcosa da fare prima di appellarsi alla Corte europea?
«Mi auguro che il nuovo direttore della Asl 2 di Caserta, il basagliano Rotelli, possa intervenire anche su questo versante, chiamando a collaborare con Ferraro esperti del valore di Piro, De Notaris o Perrino. Il problema principale è sciogliere l'equivoco di una struttura psichiatrica che dipende dal ministero di Grazia e Giustizia invece che dalla Sanità. Il vice di Caselli, Paolo Mancuso, potrebbe far sentire la sua voce: bisogna fare in modo che da lì chi può uscire, esca, e sia affidato a strutture esterne. Sento già l'obiezione: quanto costerebbe un' impresa del genere? Ma, a parte il fatto che la dignità umana non ha prezzo, sfido i ragionieri della politica a dimostrare che smantellare una volta per tutte le discariche sociali costi più di mantenerle ostinatamente in piedi».
Antonio Fiore