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La Repubblica 18 Ottobre 1997
La Mostra nel manicomio di Aversa
Belle, folli, assassine
lasciano un museo
di Giuseppe Del Bello
CIANFRUSAGLIE, roba da matti, ma anche pezzi d’antiquariato. Capitati per caso o finiti in manicomio chissà perché. Fu il fascino della contessa Pia Bellentani a sedurre il direttore del manicomio di Aversa. La killer del suo amante, protagonista di un caso giudiziario che fece epoca negli anni ‘50, ottenne un permesso speciale per far entrare il suo pianoforte a coda nell’ospedale dei folli. Con quel pianoforte dello scandalo, ci sono i ricami della "prigionia" di Rina Fort, assassina della rivale e dei suoi bambini; ma anche "cimeli" della saponificatrice di Correggio, la diabolica Cianciulli.
Strano, singolare; fa riflettere il museo che domattina aprirà ad Aversa. E il primo del genere in Italia. Si chiama museo dell’ "Ospedale psichiatrico giudiziario" e al suo interno i visitatori percorreranno a ritroso un doloroso cammino, quello dei matti che si sono macchiati di un grave delitto. Una visita che si compie attraverso materiale d’archivio (cartella cliniche, test di esami scientifici o pseudo tali) e oggetti personali appartenenti ai pazienti-
parteciperanno le istituzioni, sarà presentato un dossier sui manicomi giudiziari: Mi firmo io. E’ stato scritto dalla curatrice del museo criminologico di Roma, Assunta Borzacchiello, insieme ad Adolfo Ferraro, il direttore dell’ospedale che ha promosso l’iniziativa. Il Giudiziario psichiatrico di Aversa -