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Carta dei diritti per " segare le sbarre " dell'Opg

Studi & Ricerche > Studi sugli O.P.G. > L'O.P.G. di Aversa dal 1997 al 2009 > Rassegna Stampa > 2001

Il Corriere di Caserta  14/04/2001


Una serie di iniziative volte al superamento del manicomio criminale  
Carta dei diritti dei malati di mente e teatro per "segare le sbarre" dell'Opg

 

AVERSA - I diritti dei malati di mente sono stati al centro del dibattito nel corso della giornata organizzata a Napoli dall'Organizzazione mondiale della sanità. Per l'occasione Nabuc, il giornalino edito dai degenti a dagli operatori dell'ospedale giudiziario "Filippo Saporito", ha focalizzato l'attenzione proprio su questa carta dei diritti inserendo un ampio excursus disponibile anche in Internet con una veste grafica rivista a corretta. Prosegue, quindi, l'impegno essenzialmente rivolto ad un superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari. Fondamentale a tal proposito anche l'accordo stipulato con l'azienda sanitaria napoletana per la regionalizzazione degli ospedali giudiziari, ovvero l'affidamento a ciascuna azienda sanitaria dei degenti territorialmente di loro competenza.
L'altro giorno, poi, l'ennesima occasione di apertura delle porte di quello che a tutti gli effetti rimane ancora un carcere. "Le voci di dentro per Eduardo" sono quelle che hanno comunicato, denunciato e gridato, degli attori un po' inconsueti, sul palcoscenico di un teatro che viene aperto al pubblico soltanto in occasioni importanti, come lo è stata quella di martedì sera. Gli internati, sono stati loro gli attori speciali dello spettacolo organizzato dall'associazione Insania teatro, patrocinata dal Comune di Aversa, e dall'assessorato allo Sviluppo e alla Promozione del territorio, e dall'assessorato alle Politiche sociali, fondata nel 1996 da Anna Gioia Trasacco, Giuseppe Stanziano, Rosamaria Curcio, Enrico Tramontano, e Angela Caputo. Dopo mesi di lavoro, in occasione della celebrazione del centenario di Eduardo De Filippo, l'Insania Teatro ha portato in scena la parte di Amleto scritta nel 1940 in atto unico da De Filippo, e vista come un'occasione per confrontarsi con un testo più strutturato e tradizionale rispetto ai lavori precedenti, tra gli attori anche un apprezzabile Gennaro Capasso. La compagnia teatrale nasce in seguito alla dismissione dell'ex ospedale psichiatrico S. Maria Maddalena di Aversa, inaugurando così, laboratori teatrali che hanno coinvolto sin dal primo momento, alcuni degenti della struttura, e scoprendo che, lavorando a stretto contatto con questi, si potevano sperimentare nuove prospettive e modalità recitative basate sull'essenzialità delle parole e la pienezza dei gesti.

Teresa Grandioso

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