SIMULAZIONE E DISSIMULAZIONE:
Confini dell’etimo, confini dell’etica
Enrico de Notaris
Ricercatore,
Psichiatra, Univ. Federico II Napoli
“Dissimulazione la quale occulta e finge di non aver quel ch’ave e
mostra posseder meno di quel che si trova.
Questa pedissequa de la veritade non deve lungi peregrinar dalla
sua regina benché talvolta la dea Necessitade la costringe di
declinar verso la Dissimulazione.”
Giordano Bruno “Spaccio della bestia trionfante”
Appare difficile immaginare una frase che in maniera più chiara di questa di Giordano Bruno riesca a descrivere una catena di significanti in grado di contemplare insieme la definizione e la dinamica squisitamente psicologica e relazionale delle parole oggetto di questa riflessione.
Ed
è altrettanto intuitivo il rapporto che lega sia la simulazione sia la
dissimulazione al tema del falso e quindi, di conseguenza, al tema del vero.
S’impone
quindi la necessità di distinguere, se vogliamo articolare poi la riflessione
su simulazione e dissimulazione, il vero dal falso, problema questo in vero
assai attuale nella speculazione delle scienze umane e, più ancora, della
Scienza in generale.
Gli
attuali tentativi nosografici, conseguenza della ricerca dell’esattezza,
dell’oggettivo e del riproducibile in campo sperimentale, rivelano l’antica
pulsione della psichiatria clinica a ricongiungersi metodologicamente alle
scienze mediche cui rivendica la propria appartenenza.
Per
far ciò non esita a percorrere un complesso e vasto itinerario popolato di
schede e verifiche, chiavi di lettura ed assi su cui posizionare il disturbo, il
morbo, l’anomalia.
Ed
è per certi versi sconcertante come, spesso con modalità ingenue, talvolta con
una discreta patina di “scientificità”, cerchi di affrancarsi dai legacci
dell’imponderabile o dell’indefinibile negando uno dei principi fondamentali
del “fare” scientifico e cioè la memorizzazione e tesaurizzazione delle
esperienze precedenti.
Per dirla in termini ancora più chiari appare per certi versi incredibile come, nonostante ormai da un secolo abbiano cominciato a vacillare i fondamenti della matematica e della fisica, che solitamente definiamo come “scienze esatte”, con tanto notevole ritardo la psichiatria si muova verso obiettivi opposti, alla ricerca dell’”esatto”. ...