Una  forma di perversione sessuale emergente:

il cybersex. Aspetti nosografici, criminologici e pedagogici

 

Oronzo Greco*, Pantaleo Ramirez**

 

* Professore  Associato di  Criminologia , Facoltà di scienze della formazione - Università degli Studi di Lecce

 

** Docente  di filosofia e storia nei licei - Professore   a  contratto  di  istituzioni  ed analisi   del linguaggio  delle  scienze  umane  - Università degli Studi di Lecce

 
 
SOMMARIO
 
Introduzione - 1. Le nuove tecnologie informatiche nella ricerca psichiatrica e criminologica. 2. Il cybersex come perversione sessuale emergente: aspetti psicopatologici. 3. Cybersex  e  DSM IV. 4. Aspetti criminologici. 5. Il fine pedagogico. 6. Uno strumento per autovalutarsi. Conclusione. 

 

Accettando l’invito di tenere una relazione sul tema della Perversione, si è pensato in primo luogo di trattare nuove forme di perversione. La scelta è caduta sull’uso compulsivo delle nuove tecnologie informatiche in campo sessuale: il cybersex.

Il cybersex, ben diverso dal sesso virtuale, in quanto a differenza di questo richiede interazione e una forma di comunicazione (che può essere di diverso tipo a seconda dei casi) è stato trattato sotto l’aspetto psicopatologico, nosografico, criminologico e pedagogico.

La prima domanda che ci si è posti è stata: se il cybersex è una perversione sessuale emergente causata dall’uso dilagante e compulsivo delle tecnologie informatiche in che modo è possibile classificarla a livello nosografico? Ed inoltre, questa nuova perversione in che modo può definirsi patologica  e deviante?

Diciamo subito che, nel tentativo di classificare a livello nosografico tale perversione, è emersa la nascita  nell’era tecnologica di una nuova parafilia : la “compulsione da cybersex”.

Gli aspetti patologici, devianti e criminologici sono stati trattati soprattutto in rapporto alla dipendenza che genera la Rete e all’uso compulsivo di Internet da parte dei pedofili come modalità di approccio e di relazione con i minori.

Si è voluto, inoltre, dare uno scopo ed un senso all’intero lavoro concludendo con un contributo pedagogico utile non solo ai genitori ma anche ai minori a rischio di pedofilia grazie alla formulazione delle “12 regole d’oro” che ciascun bambino collegato in Rete dovrebbe seguire.

Infine  attraverso il questionario di autovalutazione delle condotte on line, ognuno di noi può avere delle indicazioni utili riguardanti il nostro modo di fare cybersex.