I PIROMANI E
L’OSPEDALE PSICHIATRICO GIUDIZIARIO
DATI PRELIMINARI DI STUDIO
Franco Scarpa
Direttore OPG Montelupo Fiorentino
La piromania rappresenta l’impulso ad appiccare il fuoco agli oggetti, comportamento attuato con modalità che non sono caratterizzate da intenti volontariamente portati a creare danneggiamento ma da un irrefrenabile necessità di soddisfazione dell’impulso stesso.
Ciò comporta, secondo i criteri attuali, che un comportamento incendiario, per essere inquadrato come una forma di piromania in senso stretto, deve essere caratterizzata da:
· un comportamento deliberato ed intenzionale in più di un occasione;
· tensione emotiva o eccitazione emotiva prima dell’atto;
· il soggetto è affascinato, interessato, incuriosito o attratto dal fuoco e dai suoi contesti situazionali;
· presenza di piacere, gratificazione o sollievo quando viene appiccato un incendio o quando si assiste o si partecipa alle sue conseguenze;
· mancanza di interesse o di acquisizione di vantaggio economico, espressione di un ideologia sociopolitica, per occultare un’attività criminosa, per esprimere rabbia o vendetta, per migliorare le proprie circostanze di vita traendo vantaggio dalla distruzione del bene o dell’oggetto, come comportamento dettato da un delirio o da un allucinazione o, in ogni caso, come compromissione della capacità di giudizio e di esame della realtà;
· non è giustificato da un disturbo della condotta, da un episodio maniacale, o da un Disturbo Antisociale di Personalità.
Con tali criteri diagnostici e nosografici, mutuati dal DSM IV (14), la piromania appare attualmente inserita nell’ambito della categoria dei Disturbi del controllo degli impulsi e dell’adattamento, sorta di “pout-pourri” che raccoglie tutte le forme di disturbo comportamentale non inquadrati in forme specifiche nosografiche.