LA PERVERSIONE: IL TRAPASSO CONGELATO DAL PIACERE ALLA MORTE DEL DESIDERIO

 

Sarantis Thanopulos

 

Psicoanalista

 

Freud sottolinea che ciò che nell’adulto è considerato perversione nel bambino rappresenta la normalità. Egli parla del bambino come “perverso polimorfo” e nella tredicesima lezione della “Introduzione alla Psicoanalisi” lo descrive in questi termini:

“Egli non conosce ancora il grande abisso tra uomo e animale… Inizialmente non mostra alcun disgusto di fronte agli escrementi, ma lo apprende lentamente, indottovi dall’educazione; non da alcun particolare valore alla differenza tra i sessi, e attribuisce anzi ai due sessi la stessa conformazione dei genitali; rivolge le sue prime brame sessuali e la sua curiosità sulle persone a lui più vicine e, per altri motivi, più care: sui genitori, sui fratelli, su chi ha cura di lui; e infine si evidenzia in lui … il fatto che egli non si aspetta piacere solo dalle parti sessuali, ma che molte altre parti del corpo reclamano per sé la medesima sensibilità, permettono analoghe sensazioni di piacere e possono quindi svolgere il ruolo dei genitali”. (O.S.F  vol. 6 p.377)

Nello stesso lavoro nella ventesima lezione Freud afferma:

“Ebbene signore e Signori, che posizione assumiamo riguardo a questi modi insoliti di soddisfacimento sessuale? Indignandosi, esprimendo la nostra personale avversione e assicurando che non condividiamo queste brame, non concludiamo evidentemente nulla. Non è questo che ci viene chiesto. Si tratta, in definitiva, di un campo di fenomeni come un altro. …. Se non comprendiamo queste forme morbose della sessualità e non siamo in grado di metterle in relazione con la normale vita sessuale, non comprendiamo neppure la sessualità normale.” (ibidem p.464-65)

Sia per la strutturazione  perversa sia per la strutturazione normale della sessualità Freud adopera lo stesso termine: “tirannide organizzata”.