DUE CASI DI MATRICIDIO

 

Valeria Calevro

 

DIRETTORE OSPEDALE PSICHIATRICO GIUDIZIARIO DI REGGIO EMILIA

 

Con questo intervento vorrei affrontare il tema proposto dal convegno muovendo dalle riflessioni su due casi di matricidio trattati in OPG. Il matricidio è fra i reati violenti il più rappresentato nella casistica del nostro istituto; nella maggior parte dei casi si tratta di giovani uomini con grave psicosi dello spettro schizofrenico,con una sintomatologia delirante che individua nella madre il principale persecutore. La cronaca degli ultimi tempi ci ha abituato anche a casi di omicidio di familiari, per lo più genitori, appunto da parte dei figli spesso minorenni. In questi ultimi casi il fattore scatenante sembra individuabile nella incapacità di relazione tra le generazioni che porta i giovani a sentimenti di esclusione e di insofferente sottomissione; i genitori diventano il tangibile ostacolo alla realizzazione dei loro desideri e l’unica soluzione possibile rimane la violenza. I due casi che andremo a trattare differiscono dalle tipologie ora descritte in quanto non è presente negli autori un quadro di psicosi che si possa ricondurre alle categorie nosografiche sopramenzionate, né l’omicidio è compiuto per un fine utilitaristico.