LA
SALVAGUARDIA DI PERSONE AFFETTE DA TURBE MENTALI: VERSO UN NUOVO DOCUMENTO DEL
CONSIGLIO D’EUROPA?
Mariavaleria
del Tufo
ORDINARIO
DI DIRITTO PENALE, FACOLTÀ DI GIURISPRUDENZA II UNIVERSITÀ DI
NAPOLI
1. - Il documento in
preparazione: genesi, portata, stato dei lavori. 2. - La normativa italiana alla luce del Progetto di documento. 3. - L’estensione
delle garanzie (soggetti, tipologia e filosofia degli interventi). 4. - L’ambito di applicazione. 5. - Le
categorie incluse nel concetto di turbe mentali. 6. - I criteri per l’internamento e il trattamento involontari. 7. - Le
procedure per I ‘internamento e il trattamento involontari. 8.- Le procedure
nei casi di urgenza. 9. – Il
trattamento involontario: alcune considerazioni specifiche. 10. - I
trattamenti speciali. 11. - L’internamento
e il trattamento involontari nei confronti dei minori. 12. - Soggetti
affetti da turbe mentali e procedimenti penali. 13. - La
ricerca medica sulle persone internate involontariamente. 14.- I diritti
fondamentali assicurati alle persone affette da turbe mentali, in particolare se
internate involontariamente. 15. - La
non discriminazione. 16.- Il termine dell’internamento o del trattamento
involontario. 17. - Il riesame. 18. -
Il controllo qualitativo delle norme in
materia di salute mentale. 19. - Un
Progetto aperto: una richiesta di suggerimenti per una stesura migliore.
1.
- La
protezione delle persone affette da turbe mentali, su sollecitazione dell’Assemblea
parlamentare intervenuta sul tema con Raccomandazione
1235 (1994), è nuovamente oggetto di intervento da parte del Consiglio
d’Europa, che si propone di definire in un futuro prossimo uno strumento
giuridico, da affiancare alla Raccomandazione
n. R (83) 2, a tutt’oggi unico testo normativo a livello europeo che si
occupi precipuamente ed esaustivamente ditale problematica.
In
vista dell’elaborazione del nuovo documento, il Comitato
Direttivo per la Bioetica del Consiglio d’Europa (CDBI) ha istituito il Gruppo
di lavoro “Psichiatria e Diritti Umani” - di cui ho l’onore di far
parte - che, dopo numerosi incontri, ha presentato all’attenzione pubblica un “Libro
bianco” sulla protezione dei diritti umani e della dignità delle persone
che soffrono di turbe mentali, specialmente di coloro che sono internati come
pazienti involontari negli ospedali psichiatrici.
Il
“Libro bianco”, la cui diffusione è stata autorizzata agli
inizi del marzo 2000 dal Comitato dei Ministri, contiene i risultati provvisori
finora raggiunti e viene presentato non come posizione ufficiale o definitiva
del CDBI, del Comitato dei Ministri o
degli Stati Membri, bensì come “proposta” del gruppo di esperti (giuristi e
psichiatri) che vi hanno lavorato, al fine di raccogliere opinioni, reazioni,
pareri e suggerimenti da poter eventualmente integrare nell’ambito del
documento finale, cui potrebbe venir data la veste di un Progetto di
Raccomandazione. La formulazione del “Libro
bianco” si articola pertanto nell’enunciazione delle scelte operate dal
Gruppo di lavoro e in precisi quesiti circa l’accettabilità e/o la con
divisibilità di tali scelte.
In
considerazione della novità del documento - e dell’autorizzazione a
diffonderlo - il testo scritto di questa relazione si discosta dall’intervento
tenuto oralmente nel corso del Convegno di cui si pubblicano gli Atti e verterà
esclusivamente sulle scelte proposte dal Gruppo di lavoro. Il taglio sarà
essenzialmente espositivo, nell’intento di costituire un punto di partenza per
il dibattito in Italia e di sollecitare contributi per una migliore stesura del
testo definitivo.
L’elaborazione
di un nuovo documento in ambito psichiatrico è stata determinata principalmente
da due fattori.
Da
un lato la necessità di rendere maggiormente visibili anche in tale settore
tutti i principi della Convenzione Europea
per la Salvaguardia dei Diritti dell’Uomo (CEDU), ed in special modo
l’art. 5.4, secondo cui “ogni
persona privata della libertà mediante arresto o detenzione ha diritto di
indirizzare un ricorso ad un tribunale affinché esso decida, entro brevi
termini, sulla legalità della sua detenzione e ne ordini la scarcerazione se la
detenzione è illegale”.
Dall’altro
l’esigenza di predisporre standard normativi
europei costruiti tenendo conto tanto delle indicazioni della giurisprudenza
della Corte Europea dei Diritti Umani, che ha avuto modo di esprimersi più
volte sul tema, quanto delle acquisizioni del Comitato Europeo per la prevenzione della tortura e dei trattamenti
inumani e degradatiti (CPT), che ha compiuto numerose visite a strutture
psichiatriche dei Paesi membri del Consiglio d’Europa, evidenziando, in molti
casi, situazioni di grave disagio o di espressa violazione di garanzie
fondamentali. Il Progetto di Raccomandazione in itinere si propone dunque il duplice obiettivo di stabilire i
“diritti minimi” che devono essere assicurati alle persone affette da turbe
mentali in ambito europeo e di richiamare, nel contempo, l’attenzione sulla
necessità di ripensare e gestire i problemi attinenti alla salute mentale in
una prospettiva di corretto bilanciamento tra esigenze di difesa sociale e
rispetto pieno delle garanzie individuali, laddove troppo spesso queste ultime
sono sacrificate e compresse a favore delle prime.
La
difficoltà della redazione di un testo del genere è data ovviamente
dall’eterogeneità delle legislazioni degli Stati destinatari della
Raccomandazione - che sono oramai più di quaranta - e dalla conseguente,
marcatissima disomogeneità dei contesti, delle culture, dei linguaggi, delle
garanzie formali e soprattutto sostanziali nel cui ambito il testo si troverà
ad operare.