La simulazione

 

Vittorino Andreoli

 

 

Primario psichiatra e docente di Psicologia Generale nell'Università del Molise

 

 

1. La bugia; 2. La simulazione; 3. La simulazione come malattia; 4. La diagnosi di simulazione.

 

1. La bugia

 

Il bugiardo è chi avendo presente una verità la nega sostenendo una menzogna. Il processo mentale presuppone l'esistenza contemporanea delle due versioni e il bugiardo deve avere presente la verità per negarla. Dunque gestisce mentalmente due affermazioni, una diversa o contrapposta all'altra.

In alcuni periodi della esistenza la bugia ha sicuramente un'azione positiva per chi la recita e deve essere interpretata positivamente sul piano della personalità.

Si dovrebbe, in questi casi, fare un vero elogio della bugia proprio per il suo significato difensivo.

Un adolescente che non accetti la propria condizione sociale o le proprie caratteristiche della personalità e che si presenti in maniera nuova anche se lontana dalla realtà, esprime un forte desiderio di diversità e dunque la consistenza di un Io ideale che è molto lontano da quello attuale ed è possibile che egli elabori un progetto per uscire dalla propria situazione contingente.

La bugia in questa dinamica indica il desiderio di migliorare il proprio status, che egli vive in modo deprimente. La bugia è certo una "terapia" dalla passività che un altro, nella identica posizione potrebbe esprimere. Si sente non adeguato e quindi preso atto dei suoi limiti, si ritira dal mondo, non vive: entra in una patologia di tipo depressivo. ...