L'UOMO RIFIUTATO, IL RIFIUTO DELL'UOMO

 

Antonio Scala

 

DOCENTE PSICHIATRIA SOCIALE - II UNIVERSITÀ DI NAPOLI - UNITA OPERATIVA DI SALUTE MENTALE - ASL NAPOLI 1

 

Trovo particolarmente suggestivo il tema di questo Convegno su l'Uomo in trappola, tema che mi ha interessato molto da vicino quando con i miei collaboratori ho intrapreso qualche anno fa una ricerca su "Emarginazione sociale e disagio urbano".

Frutto di quella ricerca fu la pubblicazione di 2 volumi dal titolo, appunto, "L'uomo rifiutato" (numeri monografici della rivista Spazi della Mente 1994, n. 12 e 13). In tale ricerca prendemmo in esame anche il problema della "Società pericolosa", ricordando come oggi, purtroppo, al primo posto della scala di pericolosità troviamo (v. Andreoli cit. a pag. 31 della nostra ricerca) proprio la "normalità" ossia persone, per lo più giovani, apparentemente normali e senza problemi. È il normale infatti che lava l'onta di un sorpasso subito riempiendo di botte l'"avversario", quando non ricorrendo ad un pugnale (La Repubblica 2511; 1998). Sono ragazzi normali gli otto studenti che ad una festa hanno stuprato la propria compagna di classe (La Repubblica, ibidem).

La letteratura è ormai piena di saggi che affrontano il tema della cosiddetta crisi dei valori, valori oggi sostituiti da un vuoto spirituale e/o da un edonismo senza limiti.

A mio modo di vedere alla base del problema della pericolosità vi è un problema ancora più grande: quello della "diversità". ...