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Giuliano, "un centro culturale polivalente nell'OPG"

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La Gazzetta Aversana  Ottobre 1997


Giuliano, "un centro culturale polivalente nell’OPG"
Un’ala dell’edificio ospiterà 400 allievi di Polizia Penitenziaria



di Claudio Morra
 
Gli ospedali psichiatrici giudiziari sono da tempo al centro dell’attenzione del mondo penitenziario poiché non si sa ancora quale sorte sarà riservata a queste strutture giudiziarie. C’è, infatti, chi propone di chiuderle, sull’esempio di ciò che è accaduto per i manicomi, e c’è chi vuole conservarle assegnando ad esse, però, prevalenti finalità di cura e di rieducazione. Il problema ci tocca da vicino perché ad Aversa si trova, dalla sua istituzione, risalente a molto più di un secolo fa, uno dei più importanti ospedali psichiatrici d’Italia. Di recente, proprio presso il nostro o.p.g., diretto dal Prof. Adolfo Ferraro, è stato inaugurato un museo che induce a ripercorrere i momenti dolorosi e drammatici della malattia mentale vissuta fra le mura della struttura giudiziaria. Alla cerimonia, che si è svolta nell’ambito di un interessante convegno, hanno partecipato, oltre a politici, magistrati ed operatori regionali del settore, il dott. Alessandro Margara, direttore del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ed il dott. Di Somma, direttore dell’ufficio centrale del personale.

Sul problema degli o.p.g. abbiamo raccolto l’opinione dell’on. Pasquale Giuliano, capogruppo di F.I. in commissione giustizia, alla quale spetterà, quanto prima, di affrontare il problema.

D. On. Giuliano, gli ospedali psichiatrici giudiziari sono destinati a scomparire o verranno investiti di funzioni diverse rispetto a quelle attuali?

R. Il problema viene dibattuto da tempo ed è ora all’attenzione di un gruppo di studio che è stato costituito congiuntamente dal Ministero della Giustizia e da quello della Sanità. L’attuale tendenza è quella di valorizzare al massimo l’aspetto terapeutico della misura di sicurezza, cancellando, o quasi, la componente custodiale ed afflittiva. Lo stesso Ministro Flick, nel corso di una sua recente audizione in commissione giustizia, nel trattare il tema, mi è parso orientato in tal senso. Per la verità, tutta la complessa problematica degli o.p.g. rimane sempre influenzata, in maniera sicuramente rilevante, dalla duplice finalità custodiale e curativa che è assegnata a tali strutture e, soprattutto, dall’avvenuta chiusura dei "manicomi", i quali, almeno ufficialmente, sono scomparsi il 31 dicembre 1996. Da parte mia, ritengo che in tempi ristretti vada riesaminata e riconsiderata la natura di tale misura di sicurezza alla luce dei principi della riforma penitenziaria del 1975, la quale nelle parti forse più qualificanti è rimasta inattuata, e vada, poi, in particolare, ripensato in termini nuovi il problema della dichiarazione di pericolosità sociale dell’internato. Sono inoltre convinto della necessità di avviare e dare impulso ad un intensivo e moderno processo di gestione sanitaria degli istituti, riducendo al massimo il momento della reclusione e valorizzando quello della cura e del recupero dei ricoverati. In questa prospettiva, gli attuali ospedali giudiziari psichiatrici dovrebbero subire una profonda ristrutturazione, attrezzandosi anche per collaborare ed interferire con il servizio psichiatrico territoriale.

Utili indicazioni circa il loro futuro potranno venire dall’apposito comitato che è stato costituito all’interno della commissione giustizia. Comitato che, su mia richiesta, verrà in visita presso l’ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa entro il mese prossimo.

D. Quale potrebbe essere la sorte dell’o.p.g. di Aversa?

R. L’ospedale, o come diversamente verrà denominata la struttura, rimarrà ad Aversa, città che, nel campo della psichiatria giudiziaria, è stata sempre un punto di riferimento.

D. E l’attuale edificio non è diventato troppo grande per il numero di internati ora ospitati?

R. Attualmente il nostro o.p.g., che in tempi non troppo lontani è arrivato ad ospitare più di 1000 internati, è diviso in due parti. Una, dove sono in corso importanti lavori di ristrutturazione, è destinata ad ospitare circa 400 allievi della scuola di polizia penitenziaria; l’altra è riservata agli internati, che sono attualmente poco più di 100. Questa parte destinata ad o.p.g. è senz’altro sovradimensionata rispetto alle necessità attuali e future e richiede costi di manutenzione che il ministero non sembra più propenso a sostenere. E’ questo uno dei motivi per cui non molto tempo fa mi attivai per fare acquisire questa parte del monumentale edificio alla città di Aversa. Interpellai, infatti, i vertici dell’amministrazione penitenziaria, i quali informalmente mi manifestarono la disponibilità a concedere in uso alla nostra città quella parte dell’immobile destinata attualmente agli internati. Come "contropartita", l’amministrazione penitenziaria richiedeva la costruzione da parte del Comune, anche con prefabbricati, di una struttura capace di ospitare 110-120 internati. Della cosa misi naturalmente al corrente autorevoli esponenti della maggioranza, sottolineando gli enormi benefici che sarebbero derivati ad Aversa dalla disponibilità di un prestigioso edificio che, tra l’altro, potrebbe risolvere la completa assenza nella nostra città di adeguate sale di rappresentanza, di impianti per convegni e conferenze, di strutture ricreative, di un museo civico, di ampi spazi verdi. L’acquisizione, inoltre, feci presente, avrebbe senz’altro favorito la possibilità di usufruire di un’area dell’o.p.g. per destinarla ad un collegamento viario e ad un parcheggio che da tempo l’amministrazione comunale vorrebbe realizzare.

D. Quale risposta ricevette?

R. L’iniziativa non fu incoraggiata. Anzi, mi furono opposte ragioni di ordine finanziario per la realizzazione della struttura da dare in cambio dell’o.p.g. nonché difficoltà per il reperimento del terreno dove far nascere il nuovo edificio.

D. Condivide le ragioni addotte?

R. Assolutamente no. Sono convinto della convenienza dello "scambio" e pertanto ritengo che la città non dovrebbe lasciarsi sfuggire.Il vantaggio che deriverebbe alla nostra comunità sarebbe veramente consistente. Aversa, oltre a garantirsi la permanenza di un o.p.g., potrebbe disporre di un complesso monumentale che possono vantare ben poche città. Mi auguro che sulla questione ci sia un ripensamento e che il consiglio comunale, insieme a tutta la città, valuti in assoluta serenità questa preziosa opportunità. Se ciò sarà fatto e se la risposta sarà positiva, potranno essere ripresi immediatamente i contatti con i vertici del dipartimento penitenziario e con lo stesso Ministro per condurre in porto un’operazione che porterà grande giovamento a tutta la comunità.

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