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Corriere di Caserta 03/12/2001
Esaminato il caso dei suicidi per ideali politici e di fede nella due giorni all'ospedale psichiatrico giudiziario
I Kamikaze?
Sono dei Perversi
Molte, le polemiche e le incredulità innescate da alcuni dati presentati al convegno sulle perversioni che si è tenuto all'opg "Saporito". Dati relativi ad alcune statistiche sugli omicidi dei gay romani, approfonditi ed analizzati grazie all'intervento di Francesco Bruno, docente di psicopatologia Forense all'Università "La Sapienza" di Roma. Bruno è anche un personaggio conosciuto da tempo dal pubblico del piccolo schermo. Ribadito il compito di dimenticare il termine di perversione, riferita all'omosessualità, Bruno, ha definito perverso un odio che non si dirige verso il giusto oggetto. Oggetto della sua analisi, l'odio verso gli omosessuali, dovuto al panico omosessuale o pseudo omosessuale. I dati parlano, infatti, in una ricerca condotta nell'arco di tempo che va dal 1978 ad oggi, sono circa 139 gli omicidi sui gay in Italia, con una media di 5/6 omicidi annui. Il fatto sconcertante che ha alimentato stupore tra i convegnisti, è che gran parte di questi reati, circa 69, vengono commessi nella capitale, seguendo con Milano e Torino, con un picco straordinario tra il 91 e il 93. Nei delitti gay, inoltre, circa il 53% dei casi non sono stati risolti, contro un 47 % risolti. Gli assassini nel 63% dei casi sono gli stessi italiani, contro un 37% di stranieri. Nella maggioranza dei casi inoltre, il cadavere viene ritrovato in casa, ha spesso un'età che va dai 50 ai 60 anni, contro l'età giovanissima degli assassini, e svolge spesso una professione artistica. Nelle sue conclusioni appare dunque evidente, che fra due deboli, l'uno diventa il boia dell'altro. Ma, nella due giorni si è trattato anche di terrorismo e kamikaze. Un tema che ancor di più oggi, nonostante faccia parte di una cultura tanto lontana dalla nostra, induce tutti noi, a prestare sempre più attenzione, visti gli sconvolgenti episodi dell'11 settembre. Il terrorismo italiano, presentato dunque da Simonetta Costanzo, (della Sapienza di Roma), in opposizione al terrorismo islamico, soprattutto per le dinamiche strutturali sulle quali si fondano. In più momenti, la psicologa, ha ribadito dopo approfonditi studi del Corano, le evidenti contraddizioni del testo sacro in più punti. Innegabile l'illegittimità di una guerra in nome della religione. Ma il comportamento perverso dei kamikaze è stato il principale oggetto della sua relazione. Un atto rivolto alla distruzione di se stesso, legittimato da un ideale religioso. Un vero ribaltamento dell'istinto di vita, ad istinto di morte, o meglio una devitalizzazione dell'essere umano, che sceglie come vittime quelli che per loro sono creature inferiori. Siamo ancora agli inizi, ha sostenuto la Costanzo, degli studi e delle ricerche sul mondo islamico, che soprattutto oggi, attira la nostra attenzione. Molto si sa del terrorismo italiano e delle sue dinamiche, ma poco ancora su quello del mondo islamico.
Teresa Grandioso