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I senzavoce dell' Opg di Aversa

Studi & Ricerche > Studi sugli O.P.G. > L'O.P.G. di Aversa dal 1997 al 2009 > Rassegna Stampa > 2007

Repubblica — 14 aprile 2007   pagina 11   sezione: NAPOLI


I senzavoce dell' Opg di Aversa

Lo Stato spende per loro, per curarli, assisterli e magari rimetterli in piedi, 1 euro e 69 centesimi al giorno. Costano niente i "matti-detenuti" nel Paese degli sprechi, nella Sanità che regala consulenze milionarie e finanzia l' affaire Soresa. Salvatore, Maurizio, Giancarlo, tre suicidi. E poi Antonino ucciso dall' Aids, e uno straniero senza nome stroncato per infarto a soli 35 anni. Cinque morti in 6 mesi, nell' ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa. E poi ci sono quelli vivi ma ancora più nell' ombra come un uomo che, proprio ieri, ha scritto a Repubblica una toccante lettera, 53 righe in stampatello maiuscolo: per raccontare la vita da internato, «il letamaio infernale» dell' Opg. «Per mancanza di soluzioni alternative, rimaniamo sequestrati a vita qui dentro. Vediamo abusi fisici, quei letti a castello dove i ricoverati gravi non possono salire e chi non si arrampica finisce col dormire a terra nella sua stessa urina, con la scarsissima assistenza medica di notte. Ma se pubblicate stralci della lettera, vi prego, omettete il mio nome». Così muoiono - o cominciano a spegnersi - i fantasmi del manicomio giudiziario di Aversa: malgrado le campagne incalzanti dell' associazione Antigone e il lavoro ventennale di scavo e denuncia di operatori come Francesco Maranta e Dario Dell' Aquila; malgrado una recente interrogazione parlamentare di Francesco Caruso al ministro Giuliano Amato, per la soppressione degli Opg; nonostante qualche faticoso passo in avanti e i tentativi di promozione sociale compiuto dalla stessa struttura e gli Sos lanciati dal direttore Adolfo Ferraro, vertice unico di un' isola abbandonata dove si gestisce l' umanità interrotta di oltre 300 senzavoce, «mentre ne potremmo al massimo ospitare 170», alza le mani lui. «A volte - spiega Ferraro - mi chiedo perché non ci arrendiamo. Le persone come Salvatore, che si è appena tolto la vita, e come gli altri che purtroppo in questi mesi si sono suicidati non preoccupano mai quando stanno male: diventano autolesionisti quando riprendono lentamente a vivere e a comprendere, quando ragionano sul proprio isolamento. Non li vogliono. Le Asl, la Sanità dei "sani" dice di non avere strutture, fa di tutto perché restino qui, anche solo non rispondendo ad un fax. Il risultato è in questo tragico bollettino». Trecento ammalati-detenuti rispetto a 60 infermieri, a 100 agenti di polizia penitenziaria, a solo 8 psichiatri, e 6 medici. Senza contare che mentre i "matti" arrivano da tutta Italia, la spesa destinata all' Opg di Aversa si assottiglia. L' anno scorso 820mila euro, quest' anno 700mila. Salvatore, il 50enne di Milano trovato impiccato all' alba, è giunto esanime ieri all' ospedale civile di Aversa: da 10 anni girava i manicomi giudiziari d' Italia, da circa 2 stava ad Aversa. Era detenuto per un reato irrisorio, «oltraggio a pubblico ufficiale», avrebbe potuto anche uscire, tornare alla vita esterna benché in cura, ovviamente, presso strutture idonee. Per il magistrato di sorveglianza era cessata la "pericolosità sociale": ma, da quanto racconta lo stesso direttore Ferraro, «non vi era stata alcuna apertura da parte delle Asl a cui ci eravamo rivolti, così il magistrato di sorveglianza ha prorogato la misura», avanti col carcere psichiatrico. E nei lunghi mesi dietro le sbarre, per Salvatore non una visita, nè una lettera o una telefonata. «Quest' altra morte annunciata genera un profondo senso di amarezza e impotenza - scrive Dario Dell' Aquila di Antigone - Sentimenti condivisi da molti operatori sociali, e da quella parte di operatori penitenziari che trova ogni giorno più difficile lavorare negli Opg visto lo stato di generale disattenzione in cui stanno scivolando». -

CONCHITA SANNINO

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