Il Corriere di Caserta
L’iniziativa a favore dei ricoverati senza famiglia e privi di qualsiasi sostegno
"La mia casa ai malati di mente"
Il direttore dello psichiatrico ha ceduto gli alloggi ai pazienti da dimettere
di Giorgio Lavino
AVERSA - Una casa famiglia all'interno dell'ospedale psichiatrico giudiziario. Ma la novità maggiore è che l'iniziativa fiorirà negli alloggi del direttore dell'ospedale psichiatrico giudiziario Adolfo Ferraro, il quale ha rinunciato all'abitazione, proprio per consentire che nascesse la casa famiglia all'interno della struttura psichiatrica. E l'operazione è prossima ad andare in vigore. Infatti la casa del direttore, la prossima settimana, ospiterà diversi malati psichici, che verranno dimessi dall'ospedale psichiatrico e che erano destinati a vagabondare perché non hanno più nessuno disponibile a prendersi cura di loro. Loro, dunque sono stati più fortunati di chi li ha preceduti che hanno invece, trovato la strada e lo sbando più completo. L'ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa quindi traccia un altro sentiero verso un nuovo modo di intendere la cura dei disabili mentali. E la prima casa famiglia che sorge nella struttura psichiatrica. Avrà una gestione autonoma dalla struttura stessa, con cui condividerà soltanto il luogo territoriale comune. E' un altro significativo passo in avanti versò l'autonomia e al tempo stesso cura del cosiddetto malato di mente. Infatti nei giorni scorsi ha preso il via il primo reparto aperto. Ossia un reparto senza guardie penitenziarie dove la sorveglianza è affidata agli infermieri. E questa nuova sperimentazione è stata possibile, grazie all'arrivo di trenta nuovi infermieri ai quali sono state affidate mansioni nuove, al di là della semplice routine professionale. Naturalmente hanno dovuto seguire un corso di formazione curato dallo stesso direttore Ferraro. Il quale ha commentato così la scelta di affidare la sua casa ai suoi pazienti: "Io una casa già ce l'ho. Per cui, il mio non è nessun atto eroico ma solo una scelta in linea con l'indirizzo che da anni sta seguendo questo istituto: ossia considerare i soggetti che sono in questa struttura delle persone con dei problemi. Il nostro compito è aiutarli a risolvere i loro drammi. La casa famiglia per chi non ha una casa né una famiglia, è l'unica soluzione adatta. Ecco spiegata la mia scelta".