SIFPP Società Italiana Formazione Psichiatria Penitenziaria e Forense

Vai ai contenuti

Menu principale:

In mostra i ricordi della follia

Studi & Ricerche > Studi sugli O.P.G. > L'O.P.G. di Aversa dal 1997 al 2009 > Rassegna Stampa > 1997

IL MATTINO  22 Ottobre 1997

Museo di Aversa
In mostra i ricordi della follia





DAGLI strumenti diagnostici e clinici, ai letti di contenzione e alla camicia di forza, passando per le corrispondenze clandestine dei pazzi criminali, fino alle fotocopie dei settimanali popolari degli anni '50 con i loro visi eternati sulle copertine, quando per intervistare la contessa Pia Bellentani, killer del suo amante - magari dietro il pianoforte (tuttora conservato) che il direttore da lei sedotto le aveva permesso di portare nel manicomio - o per Rina Fort, assassina della rivale in amore e dei suoi bambini, o la diabolica saponificatrice Cianciulli, i cronisti accorrevano a frotte ad Aversa. E dipinti ...dieci dipinti ad olio su tela di grandi dimensioni restaurati dopo essere stati asportati dalla chiesa di Santa Maria degli Angeli annessa al manicomio.

Spettacolo unico


È uno spettacolo unico, a tratti eterogeneo, ma sicuramente evocatore di grosse suggestioni, quello offerto dal "Museo storico dell'Ospedale psichiatrico giudiziario "Filippo Saporito" di Aversa. Indubbiamente non è stata per il direttore dell'Opg, lo psichiatra Adolfo Ferraro, ma anche per Assunta Borzacchiello, curatrice anche del Museo criminologico di Roma, impresa di poco conto raccogliere nelle stanze della direzione i numerosi materiali che costituiscono la mostra inaugurata di recente, rievocazioni che rendono a pieno la complessità e le mille facce di un'esperienza tra le più forti e dolorose di questo secolo. Ma quello che risulta alla fine è un percorso a ritroso lungo il cammino del "crimine" e della "follia", dove si possono vedere tra l'altro sbirciando qua e là nelle sale, ma anche leggendoli nel catalogo del museo - reperti e testimonianze che lasciano sbigottiti, come, nella sezione dedicata al "corpo sezionato" un encefalo, sue porzioni, un piede, conservati sotto formalina. Oppure in una sezione dedicata alla "cura", un apparecchio per l'elettroshock, un deceptografo (prima macchina perla verità costruita in Italia nel 1956), un'intera lettiga da campo con cassetta di pronto soccorso, la ricostruzione del gabinetto medico dell'Istituto di Aversa.

Gli Strumenti


E in questo muto museo non manca la rassegna degli strumenti coercitivi e di contenimento con la sua teoria di manette, ceppi per caviglia e polsi, catene, e un letto di contenzione con su appesa una camicia di forza. Anche le "malizie carcerarie" hanno trovato uno spazio: ecco una pistola giocattolo, un coltello nascosto in un tubo di dentifricio, cucchiai, forchette, punteruoli trasformati in armi rudimentali dai detenuti che naturalmente cercavano anche di evadere. Lo testimoniano, tra l'altro una fune ottenuta arrotolando strisce di lenzuola, un grimaldello per scardinare serrature.

Certo sentivano il "dolore di vivere": così la sezione che raccoglie testimonianze di suicidi, bigliettini d'addio ed una lettera d'amore gettata con un sasso al di là delle mura del Saporito. Altra curiosità: il modello della finestra inventata da Filippo Saporito, direttore del manicomio dal 1904 e primo iniziatore della raccolta, nel tentativo di eliminare le sbarre pur garantendo la sicurezza. Quale sensazione si porta con sé una volta usciti dalla mostra?

Quella della sempre più pressante necessità di superamento della logica costrittiva degli Istituti psichiatrici giudiziari, che con l'"ospedalizzazione" (via le sentinelle, reparti aperti ai centri di salute mentale, cooperative per il recupero degli ammalati), l'Opg di Aversa sta perseguendo. Perché il passato, a volte, sembra una spirale dalla quale è difficile emergere, ma ancora più facile l'esserne risucchiati. Il museo, per ovvie ragioni di sicurezza in quanto è ubicato all'interno del carcere, può essere visitato su prenotazione alla direzione dell’Ospedale psichiatrico.

Cerca nel sito
Torna ai contenuti | Torna al menu