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IX Convegno Nazionale di Sudi MASS MEDIA E MALATTIA MENTALE

S.I.F.P.P. > Convegni

SIFPP
Società Italiana Formazione
Psichiatria Forense e Penitenziaria



IX Convegno Nazionale di Studi
MASS MEDIA E MALATTIA MENTALE
Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Aversa
18/19 Novembre 2005


Con il Patrocinio del Ministero della Giustizia, del Dipartimento Psichiatria II° Università di Napoli, della Medicina Legale Università di Napoli, del Comune della Città di Aversa

Con la collaborazione del
CENTRO STUDI PSICOLOGICI
NAIMA



Il Convegno Nazionale di Studi affronterà la tematica della condizione psicopatologica – e nello specifico quella che produce atteggiamenti delittuosi - in relazione all’influenzamento dei mass media, e viceversa.

La consapevolezza delle variazioni di aspetti psicopatologici e dalla sintomatologia ad essi correlata è condizione evidente da tempo, in relazione alla notevole influenza sulla patologia non solo dagli interventi farmacologici, ma anche dalle interazioni sociali e da quanto influenza questi ultimi; nell’ambito dei lavori del convegno si valuterà come gli aspetti massmediatici possano interferire con la patologia, con la condotta criminosa e con lo studio della malattia mentale.

Saranno trattati argomenti che hanno ricevuto dai mass media notevole influenzamento, dagli eventi di cronaca (caso Cogne, Una bomber, madri che uccidono etc.) e dalle possibili letture diagnostiche e collegate con lo specifico campo psichiatrico forense della perizia e della violenza.

Parteciperanno al convegno psichiatri clinici e forensi, criminologi e specialisti nel campo dell’indagine scientifica.


QUESTO CONVEGNO E' DEDICATO ALLA MEMORIA DEL PROF. ALBERTO MANACORDA



Chairmen, Relatori e Promotori

Laura ANGIULLI - Napoli
Alessandra BRAMANTE - Milano
Francesco BRUNO - Roma
Vincenzo CAPPIELLO - Napoli
Simonetta COSTANZO - Roma
Antonello CRISCI - Napoli
Salvatore DE FEO - Napoli
Massimiliano DE SOMMA - Napoli
Adolfo FERRARO - Napoli
Ugo FORNARI - Torino
Natale FUSARO - Roma
Luciano GAROFANO - Parma
Monica GEMELLI - Napoli
Liliana LORETTU - Sassari
Mario MAJ - Napoli
Isabella MERZAGORA - Milano
Giancarlo NIVOLI - Sassari
Filomena PETRAZZUOLO - Napoli
Massimo PICOZZI - Varese
Nunzio ROSANIA - Messina
Franco SCARPA - Firenze
Goffredo SCIAUDONE - Napoli
Ignazio SENATORE - Napoli
Rosa SIMONE - Napoli


PROGRAMMA SCIENTIFICO


I ° GIORNO

Ore 08.30 – 09.00
Registrazione Partecipanti

Ore 09.00 – 09.15
Adolfo Ferraro
Psichiatra, Direttore O.P.G. Aversa
Cenni introduttivi sul Tema

Tommaso Contestabile
Provveditore D.A.P. Campania

Domenico Ciaramella
Sindaco della Città di Aversa


I SESSIONE
Chairman: Mario Maj
Dir. Clinica Psichiatrica Univ. di Napoli,
Pres. Società Europea di Psichiatria

Ore 09.15 – 09.45
Ugo Fornari
Ordinario di Psicopatologia Forense, Università di Torino
Deontologia ed Etica dello Psichiatra Forense

Ore 09.45 – 10.00
Discussione Interattiva con i Partecipanti

Ore 10.00 – 10.30
Isabella Merzagora
Titolare Cattedra di Criminologia Università di Milano
Criminalità, paura e clamore mediatico

Ore 10.30 - 10.45
Discussione Interattiva con i Partecipanti

Ore 10.45 – 11.00 Pausa Lavori

Ore 11.00 – 11.30
Giancarlo Nivoli* e Liliana Lorettu**
* Dir. Clinica Psichiatrica Univ. Sassari,
Pres. Società Italiana Psichiatria Forense /
** Professore Associato di Psichiatria Univ. Sassari
Il Perito Psichiatra ed i Mass Media

Ore 11.30 – 12.00
Francesco Bruno
Univ. degli studi di Roma “La Sapienza”
Il Delitto di Cogne nei suoi Risvolti Mediatici

Ore 12.00 – 12.15
Discussione Interattiva con i Partecipanti

Ore 12.15 – 13.15 Pausa Lavori

Ore 13.15 – 13.45 Visita al Museo dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Aversa


II SESSIONE
Chairman:
Salvatore De Feo
Psichiatra, Direttore O.P.G. Napoli

Ore 13.45 – 14.15
Ignazio Senatore
Psichiatra E. P. Clinica Psichiatrica Univ. Federico II, Napoli
La Bestia uccide a sangue freddo

Ore 14.15 – 14.45
Natale Fusaro
Coord. Scientifico Master in Scienze Forensi, Univ. “La Sapienza” Roma
Mass Media e Malattia Mentale: il caso del Mostro di Firenze

Ore 14.45 – 15.15
Monica Gemelli
Psicologa
L’Archetipo della veggenza ne “Il Silenzio degli Innocenti”

Ore 15.15 – 15.45
Laura Angiulli
Regista
La Superficie immaginaria

Ore 15.45 – 16.30
Discussione Interattiva con i Partecipanti
Ignazio Senatore, Natale Fusaro, Monica Gemelli, Laura Angiulli

Ore 16.30 – 16.45 Pausa Lavori

Ore 16.45 – 17.15

Franco Scarpa

Psichiatra, Dir. O.P.G. Montelupo Fiorentino
Mass Media ed OPG: tra interesse alla Cronaca e Curiosità Morbosa”

Ore 17.15 – 17.45
Vincenzo Cappiello
Psichiatra
Autori di Reati gravi: Rappresentazioni Cliniche e Rappresentazioni Sociali

Ore 17.45 – 18.00
Discussione Interattiva con i Partecipanti
Franco Scarpa, Vincenzo Cappiello

Ore 18.00 – 20.00
Massimiliano De Somma, Filomena Petrazzuolo, Rosa Simone
Psicologi
Crimini e Cristalli
Workshop esperienziale di Psicodramma a numero chiuso
a cura del CENTRO STUDI PSICOLOGICI NAIMA

Ore 21.00
CENA SOCIALE


II° GIORNO

Ore 08.30 – 09.00 Registrazione Partecipanti

III SESSIONE
Chairman:
Goffredo Sciaudone
Ordinario di Medicina Legale II Università di Napoli

Ore 09.00 – 09.30
Massimo Picozzi* e Luciano Garofano**
* Psichiatra, Criminologo
** Tenente Colonnello dei Carabinieri, Comandante del RIS di Parma
La Scena del Crimine e il Teatro Mediatico

Ore 09.30 – 10.00
Alessandra Bramante
Psicologa
Figlicidio: Genitori dentro la Notizia

Ore 10.00 – 10.30
Simonetta Costanzo
Univ. della Calabria, Cosenza
I Grandi delitti in Televisione e gli effetti sui minori

Ore 10.30 – 11.00
Discussione Interattiva con i Partecipanti
Massimo Picozzi, Luciano Garofano, Alessandra Bramante, Simonetta Costanzo

Ore 11.00 – 11.15 Pausa Lavori

Ore 11.15 – 11.45
Antonello Crisci
Associato di Medicina Legale II Università di Napoli
Violenza, Malattia Mentale e Mass Media

Ore 11.45 – 12.15
Nunzio Rosania
Psichiatra, Direttore O.P.G. Barcellona Pozzo di Gotto (ME)
“Manicomio criminale” e Mass Media: un incontro possibile?

Ore 12.15 – 12.45
Discussione Interattiva con i Partecipanti
Antonello Crisci, Nunzio Rosania

Ore 12.45 – 13.15
Conclusioni ed elaborazione questionario di apprendimento e scheda di valutazione del Corso



ALCUNI ABSTRACT



Deontologia ed Etica dello Psichiatra Forense
Prof. Ugo Fornari

Brevemente tratteggiato il contenitore giuridico entro il quale il perito giudiziario dee collocare il proprio operato, l’autore espone i problemi relativi al sapere, al saper fare e al saper essere che riguardano l’attività psichiatrico forense, con particolare riferimento ad alcune regole minime che devono informare di sé il rapporto con il committente (ufficio o parti), il destinatario (indagato, vittima, minore, anziano), i Colleghi (curanti, periti e consulenti) e i mass media.


Il perito psichiatra ed i mass media
Prof. Giancarlo Nivoli – Prof.ssa Liliana Lorettu

In alcuni casi giudiziari a particolare risonanza emotiva e con grande risalto sui mass media alcuni psichiatri tendono ad “offrire gratuitamente“ la propria prestazione pur di essere coinvolti nel vortice di notorietà. In tali situazioni è possibile osservare una lunga serie di errori emotivi dello psichiatra, sino ad arrivare a delle vere e proprie violazioni dei confini etici e deontologici che poco o nulla hanno a che fare con una adeguata e corretta professionalità. Verranno descritti alcuni comportamenti di tali psichiatri quali il ricorso alla “fantapsichiatria”, “l’esibizione pubblicitaria”, il passaggio all’azione ecc, e gli aspetti psicopatologici più profondi che sottendono tali comportamenti.


Criminalità, paura e clamore mediatico
Prof.ssa Isabella Merzagora

La relazione affronta i risultati delle ricerche criminologiche in tema di percezione sociale che datano oramai da alcuni decenni, e sostanzialmente possono raggrupparsi in due tipologie: ricerche sulla percezione che le persone hanno dell’ammontare quantitativo e della gravità dei crimini, e dunque sulla paura del crimine; ricerche sulla misurazione di gravità dei reati, cioè sulla corrispondenza o meno fra la “gravità legale” espressa nei termini delle pene edittali o delle pene irrogate dai giudici e la gravità quale percepita dai cittadini.
Per le prime, si rileva da tempo che la paura del crimine non appare proporzionale all’effettivo rischio, e sia in parte condizionata dall’intervento dei mass media.
Le ricerche sulla misurazione di gravità dei reati, pure condizionate dalle notizie di stampa, sono note con l’acronimo K.O.L. (Knowledge and Opinion about Law), e vogliono in sostanza valutare se i valori codificati dalla legge penale coincidono o meno con quelli della popolazione, e dunque hanno, o almeno dovrebbero avere, una forte ricaduta in termini di politica criminale.
Non si vuol sostenere che la legge penale debba variare col mutare degli “umori della piazza”, tanto più considerando quanto questi umori a loro volta siano condizionati magari dal fatto di cronaca del giorno e quindi dallo schiamazzo mediatico, né si vuole demagogicamente sottovalutare il ruolo degli “esperti” nelle scelte di politica penale e nel confezionare le leggi, ma certo sarebbe auspicabile un certo grado di corrispondenza fra il giudizio di gravità come espresso dai cittadini e quello manifestato dal diritto, o, quantomeno, se questo non si può dare, che se ne abbiano chiari e se ne esplicitino i motivi.
La relazione presenterà infine un progetto di misurazione della percezione di gravità – Indice Standard per la Percezione della Gravità - da breve messo a punto presso la Cattedra di Criminologia dell’Università di Milano, Istituto di Medicina Legale, che si propone di valutare a cadenza periodica (ogni 3 mesi) la percezione degli Italiani in materia di gravità dei reati. Verranno anche forniti i primi risultati di tale misurazione.


“La bestia uccide a sangue freddo”
Prof. Ignazio Senatore

Cinema e psicoanalisi, due gemelli immaginari, nati nello stesso anno: il 1895. Il 25 dicembre di quell’anno, infatti, i fratelli Lumiere proiettarono le prime pellicole a Parigi ed a Vienna, Sigmund Freud, il Padre della psicoanalisi, scrive gli “Studi sull’isteria” che è la premessa alla psicoanalisi.
Ma le affinità tra le due discipline non terminano qui. Per la struttura stessa su cui è fondato il dispositivo cinematografico (la sala buia, la posizione rilassata sulla poltrona e la relativa immobilità dello spettatore al cinema, l'irrealtà delle immagini proiettate sullo schermo…) il mondo della celluloide è stato spesso paragonato a quello onirico. Nel corso della visione del film, si entra, infatti, in un "regime di credenza" simile alla condizione di chi sogna. Questo effetto produce nello spettatore, l'illusione d’essere lui a produrre la finzione filmica e di "sognare" le immagini e la storia che compare sullo schermo. Il dispositivo cinematografico diviene, quindi, quello spazio immaginario, dove immagine ed immaginazione coincidono, dove la realtà e la finzione cinematografica si sovrappongono.
Ma i rapporti tra cinema e psichiatria non si fermano qui. Il cinema, sin dalla sua nascita, è sempre stato attratto dalle improvvise discese della mente umana nei gorghi della follia. Serial killer, psicopatici, personalità con strutture perverse, hanno affollato gli schermi, nutrendo con le loro storie malsane, i film horror, i gialli, il thriller e tanti altri generi cinematografici. Non potevano mancare, al cinema, le rappresentazioni degli psichiatri sullo schermo, mostrati come dongiovanni impenitenti, pasticcioni e più disturbati dei malati che hanno in cura. A partire da queste premesse, l’Autore mostrerà come il cinema, ha analizzato al figura del malato mentale sullo schermo.


“Mass media e malattia mentale: il caso del Mostro di Firenze”
Prof. Natale Fusaro

“Chiunque combatte con i mostri deve fare attenzione a non diventare a sua volta un mostro: perché se guarderai a lungo nell’abisso, infine anche l’abisso guarderà in te” (F.W.Nietzsche).
La relazione riguarda l’influenza che i media, ed in particolare la carta stampata, hanno avuto ed hanno tuttora nella vicenda relativa ai delitti del “Mostro di Firenze”.
Ciò sotto diversi aspetti, primo fra tutti quello relativo al rapporto che lo stesso Mostro di Firenze ha avuto con i media, in particolare, per quanto attiene all’effetto che ha avuto sulla sua personalità la pubblicazione dell’articolo apparso sul quotidiano “La Nazione” del 29 settembre 1985 dal titolo “Altro errore del Mostro: la notte del delitto tutte le strade erano controllate..”. Il Mostro ritaglia, fotocopia e spedisce tale articolo ai magistrati che si occupavano della sua cattura, inserendo nelle buste a loro dirette anche un dito di guanto chirurgico tagliato con all’interno una pallottola dello stesso lotto utilizzato per commettere i delitti.
Dal modo con cui è stato ritagliato l’articolo, dalla scelta della data del suo invio, e dagli altri elementi contenuti nelle lettere spedite ai magistrati, sono ricavabili elementi utili per la comprensione del suo delirio e per la sua cattura.
Nel caso di specie l’articolo di stampa è stato in grado di determinare una forte reazione da parte del Mostro, il quale, di fronte alla notizia che lo dava come persona in grado di commettere errori, ha voluto dimostrare, sfidando direttamente i magistrati, la sua onnipotenza.
Tale notizia è riuscita a vincere il forte autocontrollo di uno dei più intelligenti ed imprendibili serial killer che la storia della criminologia abbia conosciuto; i media, in questo caso hanno contribuito a concretizzare il suo essere-nel-mondo e lo hanno reso ancora più potente ed imbattibile.
Attraverso i media è possibile ricavare elementi utili a decriptare l’interno psichico del Mostro, cercando di comprendere ed interpretare il significato del suo linguaggio e delle sue gesta.
Altro aspetto su cui sarà impostata la relazione riguarderà l’influenza che i media possono esercitare sui consulenti e sui periti qualora vengano disposte consulenze e perizie attinenti la psicopatologia forense e la criminologia.
La relazione riguarderà anche l’influenza che i media possono direttamente o indirettamente esercitare sull’operato degli stessi investigatori e magistrati in ordine a quello che è stato definito come “circo mediatico giudiziario”, nonché sulla terminologia usata che a volte è in grado di stravolgere le stesse disposizioni del codice, come nel caso dell’ “avviso di garanzia”, che il Codice di Procedura Penale, definisce molto più correttamente e democraticamente “informazione di garanzia”.


L'archetipo della veggenza ne "Il silenzio degli innocenti"
Prof.ssa Monica Gemelli

Le letture massmediologiche dello stereotipo dello psichiatra spesso ne evidenziano le semplificazioni, la complessiva riduzione a "maschera" mediante la sottolineatura di alcuni tratti ipotizzati come caratteristici. Tali tratti coprono un continuum che va dalla semplice presunta saggezza fino a che non esiteremmo a definire medianiche. Fin qui siamo in un ambito relativo all'analisi delle rappresentazioni sociali. La figura di Hannibal Lecter, ne "Il silenzio degli innocenti", sia nella versione scritta che in quella cinematografica, appare però, a differenza di ciò che accade in molte altre opere, costruita non tanto sulla diluizione progressiva di contenuti complessi, quanto sul recupero di permanenze, ancorché attestate a livello di cultura popolare, archetipiche di un modello di saggio di tipo sapienziale. Tale modello si basa su alcuni presupposti gnoseologici relativi alla legittimazione delle pratiche conoscitive, in netta contrapposizione con quelle, prevalenti nella nostra cultura, fondate, a partire dalla filosofia greca, sul codice visivo. La relazione esamina le tematiche relative al vedere, alla parola ed al desiderio nell'articolazione tra passato e presente a partire dall'analisi della struttura narrativa de "Il Silenzio degli innocenti"


La Superficie Immaginaria
Prof.ssa Laura Angiulli

“…una superficie dunque immaginaria, la cui esistenza è data solo per ipotesi: in cui tutto può accadere, dove ogni evento è possibile….”
L’approccio all’atto teatrale si presta per l’attraversamento di un percorso non lineare, con luoghi espressivi che ridefiniscono la convenzione spazio-temporale, dilatano gli ambiti immaginativo e percettivo, e caricano di risonanze le sfere razionale e sentimentale.
Recitare significa porre in essere un sistema interpretativo e rappresentativo che coinvolga il corpo e tutti i sensi; che accenda allusioni verso una complessità significante latente, ma non manifesta.
L’azione, comunque sia essa citata attraverso uno o più linguaggi del corpo, non asseconda l’intero itinerario dell’attività pensante del soggetto: essa è la frammentaria e occasionale manifestazione di un elaborato che si rappresenta nell’intimo del soggetto senza soluzione di continuità.
Ascolto Auto-ascolto
Il tempo fluido e l’incidente
C’è un tempo che si rapprende intorno al gesto che lo percorre e all’immagine che lo raffigura. Questa espressione “materializzata“ del corso/tempo, immanente al farsi dell’evento, costituisce nella linearità dell’elemento fluido l’accadimento accidentale, ovvero il deflagare tragico della tensione conflittuale, la frattura insanabile, il trauma, così che proprio nella contratturazione della materia-tempo il gesto tragico si rafferma in puro atto simbolico; essa imprime una variante oscura sul nastro sensibile che rappresenta la “scatola nera” del tracciato esistenziale, e che porta incise tutte le pulsioni e le risultanti emotive dell’excursus-vita.


Mass media ed OPG: tra interesse alla cronaca e curiosità morbosa
Prof. Franco Scarpa

L'OPG è l'Istituzione che è deputata al trattamento dei pazienti psichiatrici che commettono reati in stato di incapacità di intendere e volere e sono sottoposti a misura privativa della libertà perché ritenuti socialmente pericolosi.
In quanto tale esso incarna il luogo stesso dove sono presenti le persone da cui "guardarsi" per la loro pericolosità, derivante dalla incapacità di controllare i propri impulsi, ma anche le persone da "guardare" attentamente ed "osservare" anche in quelli che sembrano essere le azioni quotidiane della esistenza.
In tal senso l'interesse della stampa e dei mezzi di informazione supera il limite della semplice informazione e d'ogni aspetto che riguarda l'OPG ed i suoi abitanti assume un significato sempre più portato alla evidenziazione di aspetti morbosi e particolari piuttosto che quello del dovere della informazione e di descrizione dell'opera svolta.
Su tali aspetti si approfondisce la relazione dell'autore e la verifica di un migliore rapporto da stabilire.


Autori di Reati Gravi: Rappresentazioni Cliniche e Rappresentazioni Sociali
(Serious Offenders: Clinical Representations vs. Social Representations)
Dott. Vincenzo Cappiello

Il reinserimento degli internati all’interno del loro territorio di origine comporta aspetti di tipo strettamente medico ed altri volti alla costituzione di reti sociali e di formazione di cosiddetti “assistenti informali” (informal caregivers), e conseguente supervisione su di essi durante e successivamente al reinserimento stesso. Ciò comporta, nel corso del lavoro iniziato nel 2001, un costante intervento sulle persone significative della rete sociale di ogni singolo internato da reinserire o già reinserito, al fine di elaborare strategie condivise di intervento e sostegno a favore di tali pazienti. Si realizza, in concreto, una superamento degli stereotipi e dei pregiudizi legati alle rappresentazioni sociali della malattia mentale ed al relativo “agìto”, anche estremamente drammatico: nel corso della nostra esperienza abbiamo scelto di lavorare su persone (e sulla conseguente rappresentazione sociale di tali persone) con storia di “agìti” gravi e di forte impatto sulle rappresentazioni sociali della malattia mentale: omicidi, parricidi e matricidi tentati ed effettuati.


La scena del crimine e il teatro mediatico.
Prof. Massimo Picozzi - Dott. Luciano Garofano

I due relatori condividono interesse scientifico, professionalità e passione per quanto una scena del crimine racconta degli aggressori e delle vittime, della loro interazione, delle dinamiche e dei comportamenti.
Il coinvolgimento in casi di rilevanza nazionale li ha inevitabilmente posti a confronto con il mondo dell’informazione. Ne è scaturito spesso un dialogo, non raramente un conflitto, tra pressioni mediatiche e obblighi di riservatezza.
Vi è comunque la convinzione che una divulgazione scientifica corretta sia un’operazione possibile (e forse necessaria). In tal senso vanno interpretati gli interventi sul piccolo schermo e, soprattutto, la scrittura, che ha portato i relatori a pubblicare saggi che hanno riscosso un grande successo, come “Delitti imperfetti” di Luciano Garofano, “Serial Killer e “Scena del Crimine”, curato da Massimo Picozzi e Carlo Lucarelli.


FIGLICIDIO: GENITORI DENTRO LA NOTIZIA
Prof.ssa Alessandra Bramante

Ci piacerebbe pensare alla famiglia come luogo di affetti solo positivi ma purtroppo non sempre è così, la famiglia non sempre è luogo di amore e sicurezza, ma la contrario talora può essere scenario di efferati delitti. Nonostante ciò sia risaputo continuiamo a stupirci e a rammaricarci di fronte alla notizia di una madre che ha tolto la vita al suo bambino o di un padre che accecato dalla gelosia oppure lasciato dalla moglie uccide i propri figli e poi si toglie lui stesso la vita. Si tratta di storie sempre esistite, il figlicidio è un fenomeno "vecchio come il mondo" , forse semplicemente oggi se ne parla di più in quanto i mezzi di comunicazione di massa non sempre fanno solo cronaca per informare bensì per vendere di più il prodotto, facendo troppo spesso mercato del dolore umano soprattutto in quei casi delicati su cui sarebbe al contrario importante spegnere i riflettori. Scopo di questo lavoro è quello di analizzare il fenomeno figlicidio così come viene "dipinto" da televisione e giornali scoprendo eventuali differenze nel trattare la notizia a seconda che l'assassino sia la madre o il padre e, cercando di mettere in luce la differenza troppo spesso esistente tra le storie reali e quelle rappresentate dai mass media.


Violenza, malattia mentale e mass media
Prof. Antonello Crisci

La violenza, in tutte le sue forme, costituisce quella “notizia” che viene frequentemente pubblicata dai mass media.
Se, poi, l’atto violento è commesso da un malato mentale, la narrazione dell’evento è ancora più sensazionale.
Partendo da alcuni orrendi crimini del passato compiuti da soggetti successivamente rinchiusi in Ospedale Psichiatrico Giudiziario per malattia mentale, si ricostruiranno le storie degli autori dei reati attraverso le “notizie” apparse sulla stampa dell’epoca.
La relazione si concluderà con cenni sul rapporto tra libertà d’informazione ed etica.


“ Manicomio criminale” e Mass Media: un incontro possibile?
Prof. Nunzio Rosania

L’Ospedale Psichiatrico Giudiziario è ostinatamente rimasto, nella colorita espressione spesso adottata in questo ambito tematico dai più diffusi mezzi di informazione, il “manicomio criminale” di antica memoria, terminologia, questa, che meglio produce perverso appeal sulle paure, recondite e/o espresse, del cittadino “medio e normale” (che tale vuole sentirsi ed essere considerato). Cittadino per altro frequentemente ineffabilmente attratto per un verso dalle atmosfere “sordide e perverse” entro cui matura il delitto, in ispecie quello commesso dal “pazzo criminale”, e per altro verso smanioso di esprimere giudizi a forte contenuto etico e furori intesi alla emarginazione delle diversità. Può una comunicazione corretta ed autenticamente informata produrre una diversa considerazione sociale di queste tristi realtà penitenziarie e favorire politiche di inclusione?



Segreteria organizzativa
Dott. Massimiliano De Somma
Via S. Francesco 2, 81031 Aversa (CE)
Tel.: 0818155111

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