IL MATTINO 20 Marzo 1997
Aversa. Visita all’opg "Saporito"
Intesa Coiro – Ferrara
L’ex colonia agricola
diventa area verde
AVERSA. "Il vecchio ospedale psichiatrico giudiziario di S. Eframo di Napoli sarà presto chiuso e i pazienti saranno trasferiti vicino alle loro famiglie e in parte quindi anche qui, nell’ospedale psichiatrico di Aversa. Non credo si ripeteranno polemiche come in passato, perché il numero sarà limitato ad una cinquantina di persone e la struttura per accoglierli è ampia, sarà potenziata, e avrà bisogno solo di una normale ristrutturazione per renderla migliore". Michele Coiro, ex capo della Procura di Roma e nuovo direttore generale dell’Amministrazione penitenziaria, ieri per una mattinata intera nell’Opg "Filippo Saporito" di Aversa - per un’ispezione sulle condizioni e trattamento dei 130 detenuti internati e soprattutto per conoscere la recettività della struttura psichiatrica - non ha dubbi: si va verso un ripensamento degli ospedali psichiatrici giudiziari, ma nel frattempo tocca alle strutture più moderne fare posto ai degenti in arrivo dagli altri ospedali fatiscenti e invia di chiusura. Ma in questo quadro la visita di Coiro ad Aversa di ieri è andata oltre le previsioni, facendo segnare un colpo a favore anche dell’amministrazione di Aversa e della proposta del sindaco Raffaele Ferrara di acquisire parte degli 8000 metri quadrati di verde dell’ospedale psichiatrico giudiziario (l’ex colonia agricola) per farne zona di uso pubblico. "Già col ministro Caianiello e poi con Flick avevamo avviato la procedura per ottenere nuovi spazi di servizio alla città, da utilizzare come parcheggi e verde pubblico - ha detto Ferrara - ora nel giro di un anno è molto probabile che Aversa possa dotarsi di una nuova area ceduta dal manicomio". "Su questo ci metteremo sicuramente d’accordo - ha infatti confermato Coiro - ma i tempi non dipendono tutti da noi. Possiamo solo continuare l’iter già avviato per cedere alcune parti dell’Opg al demanio, e poi il ministero delle Finanze potrà prendere contatti con l’amministrazione". In sostanza, la visita di Coiro (accompagnato dal consigliere Giuseppe Falcone e dal capo del provveditorato di Napoli, Giuseppe Brunetto) - che si è anche incontrato con il direttore sanitario dell’Opg Pasquale Avvisati, e i vice Salvatore De Feo, Lindoro Di Muccio e Maria Rosaria Bianchi - è insomma servita soprattutto a mostrare più di tante parole come i 19 anni dalla fuga del boss Raffaele Cutolo, e i quasi altrettanti dai truci episodi che fecero gridare al "lager", non siano passati invano. Ma anzi abbiano cambiato il volto all’Opg e i tempi siano maturi per nuove iniziative.
"Ho trovato un ambiente sereno - ha detto Coiro - e credo che grande merito vada oltre che alla cura medica anche alla polizia penitenziaria, che sa trattare con questo tipo di ricoverati". Ora si tratta di migliorare ancora i progetti riabilitativi. E non c’è solo quello coordinato da Claudio Flores, sociologo, che prevede attività per i ricoverati nell’area verde dell’Opg (come l’allevamento di alcune specie di animali), o quello di un laboratorio teatrale con 15 internati impegnati nella messinscena dell’Otello di Shakespeare (guidati da Anna Gioia Trasacco e Angela Caputo della compagnia "InsaniaTeatro").Ma anche di un progetto più ambizioso: un accordo di programma tra Comune, Asl e Opg per portare fuori dal manicomio, a pena detentiva espiata, alcuni internati nelle case-alloggio.