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OPGAversa - L'espressione negata

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L'espressione negata
Atti del Convegno - Aversa 1999

Le streghe hanno smesso di esistere
quando noi abbiamo smesso di bruciarle.

Voltaire



Il secondo numero di InterAzioni è indirizzato ad una ricerca che raccoglie gli atti e le indicazioni di un convegno svoltosi nell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Aversa alla fine del novembre del ‘99. E che ha rappresentato, come gli altri svolti negli anni precedenti nella stessa struttura, un momento di riflessione di tutto l’istituto, dai suoi operatori alle molteplici divise, ai ricoverati con le loro dignità da rivalutare; una riflessione per capire se la strada che si sta percorrendo è realmente quella giusta, o se si sta sbagliando tragitto, e magari obiettivo. O se è il caso di continuare ed insistere anche se le difficoltà scoraggiano. Insomma, si è deciso di studiare, nel senso più vasto del termine, un argomento che favorisse la dimensione di una globalità di punti di vista, e che potesse anche confondere nella sua poliedricità, nel rispetto di un assunto che riteniamo fondamentale nel nostro essere operatori di una struttura quale quella dell’opg, e cioè che curare è possibile. Consapevoli che non sempre la guarigione sia realizzabile, ma che la cura invece si.

L’argomento scelto fu quello dell’Espressione, una modalità relazionale soggettiva che nell’istituto di Aversa aveva già fatto capolino con le esperienze del laboratorio di colore, con la musicoterapia, con l’esperienza di un teatro rappresentante non l’ennesima dopolavoristica versione di una farsa scarpettiana ma argomenti tratti dal dolore di chi lo rappresentava.

Il punto inziale da cui studiare l’espressione era per prima cosa intenderne il suo significato, nelle sue molteplici interpretazioni: espressione come comunicazione oggettiva di una esperienza individuale, ma anche come frase, azione o parola che possa tradurre il pensiero o il sentimento. Ma anche l’espressione come aprirsi, spiegarsi; o ancora l’espressione come diritto, ed altro ancora. E di qui, affrontarlo partendo da una comune identificazione che lo delimitasse, almeno nella fase di partenza del tragitto: e cioè dalla sua negazione. La negazione dell’espressione degli ospiti, nell’ambigua figurazione di malati/delinquenti, ma anche la negazione delle espressioni degli operatori, costretti a ruoli ed azioni spesso da improvvisare, nella ricerca di una formazione che li identifichi, e che da qualche tempo il Ministero della Giustizia - DAP sta finalmente attuando.

L’aver diviso in tre momenti le giornate di studio, (l’espressione e l’identità, espressione e rivelazione, e l’espressione possibile), ha indicato un tragitto che ha visto sempre più partecipe un pubblico formato da operatori del settore, ma non solo. Anche grazie alla presenza come relatori di nomi illustri della psichiatria nazionale, di magistrati, di docenti di diritto e di medicina legale, di artisti e di ricoverati; tutti a comporre un puzzle con entusiasmo, all’inseguimento di una condizione identificativa che sfugge nella sua chiarezza, ambigua e pericolosa nel suo fascino.

Il convegno, e gli atti che qui pubblichiamo, ha rappresentato un momento di incontro di intelligenze e di modelli culturali diversi, riuniti nel tentativo di mantenere attenzione sulla necessità di un superamento dell’opg, in un momento in cui sembra stia di nuovo calando un silenzio pesante intorno a queste strutture; che ancora manifestano troppi problemi e molteplici suggestioni, tanto da far ritenere, a volte, inutile quel che si produce. Ma al convegno l’Espressione diagnostica, quella terapeutica e trattamentale, quella giuridica ed ancora quella documentale, sono stati momenti diversi affrontati con la chiarezza che l’arte, quella vera, poco, grazie a Dio, c’entrava; evitando accuratamente ovvietà tipo genio-follia e senza l’intenzione di un sistematico rilevamento, ma con lo spirito randagio di chi trova perché non cerca, nell’attesa di una identità che si fatica a riconoscere, e che tende a non essere riconosciuta.

Il risultato di questa ricerca, qui esposto, manifesta la variegata volontà di un agire che necessariamente va a scontrarsi con una realtà che tende ad essere immobile o al massimo tristemente critica, quando non raggiunge il livello di minacciosa potenziale punizione. Ma rafforza ulteriormente l’idea che con le iniziative carcerarie, anche quelle che riguardano lo specifico sanitario, non vi sono molti punti in comune, nell’opg che riconosce nel momento centrale di malattia la sua ragione d’essere, così individuando anche la propria possibilità di superarsi. Senza l’intenzione, insomma, di costruire un opg "migliore", nel senso attualmente costrittivo del termine, ma un luogo di cura altamente specializzato che, lavorando sul disagio socialmente pericoloso, possa essere luogo di studio e prevenzione, di concerto con le strutture di salute mentali dei territori, garantendo al malato la possibilità di curarsi sempre. Consapevoli dei rischi che un simile proposito può produrre, ma proprio per questa consapevolezza più preparati ad una evenienza del genere, tanto da stare attuando da tempo un programma che ha prodotto ad Aversa nell’anno 99 un numero di "dimissioni" superiori del 25% a quelle dell’anno precedente, già elevate rispetto a quelle ancora precedenti: e questo soprattutto favorendo gli aspetti trattamentali ed il rapporto con il territorio di origine. E che tale politica produca gli stessi risultati negli altri opg conferma che questi istituti sono pronti a un cambiamento culturale, che dovrà necessariamente essere allargato e riconosciuto.

Ed in cui InterAzioni si riconosce parte integrante.

Adolfo Ferraro



INDICE
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PREFAZIONE
Adolfo Ferraro

L'IDENTITA' E L'ESPRESSIONE NEGATA: NUOVE SINTESI TEORICHE - METODOLOGICHE SUL VERSANTE DELLA PSICOLOGIA DELLA DEVIANZA
Gaetano De Leo

LA SALVAGUARDIA DI PERSONE AFFETTE DA TURBE MENTALI: VERSO UN NUOVO DOCUMENTO DEL CONSIGLIO D'EUROPA?
Mariavaleria del Tufo

L'IDENTITA' E L'ESPRESSIONE NEGATA
Antonello Crisci

UN MODELLO DI "SETTING" COMPLESSO PER IL TRATTAMENTO INTEGRATO DEI PAZIENTI SCHIZOFRENICI: DALLA COMPRENSIONE DI SENSO ALLE PROPOSTE DI CAMBIAMENTO
Silvestro La Pia e Antonio Pinto

L'ESPRESSIONE DELLA CRUDELTA'
Enzo Moscato

L'ESPRESSIONE E' RIVELAZIONE
Laura Mancini

GLI ISTITUTI PSICHIATRICI GIUDIZIARI
Riccardo Fulli

LABORATORIO TEATRALE E RIABILITAZIONE PSICHIATRICA
Angela Pianca

PSICHIATRIA FORENSE IN ITALIA ED IN EUROPA: I MODELLI D'INTERVENTO TRATTAMENTALE
Alberto Manacorda

OSPEDALI PSICHIATRICI GIUDIZIARI: UN'IPOTESI DI RIFORMA
Pietro Milio

L'ESPRESSIONE POSSIBILE
Goffredo Sciaudone

L'ESPRESSIONE NEGATA: GLI OSPEDALI PSICHIATRICI GIUDIZIARI
Vittorino Andreoli

MUSICOTERAPIA IN OSPEDALE PSICHIATRICO GIUDIZIARIO: UN'IPOTESI FANTASTICA PER FAR CRESCERE I FIORI NEL CEMENTO
Gianluigi Di Franco, Pietro Vitiello e Massimo Guerriero

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