IL MATTINO 23 Marzo 1997
«Nuova» psichiatria
Mons. Chiarinelli
visita il Saporito
AVERSA. Dopo l’arrivo di Michele Coiro, capo dell’Amministrazione penitenziaria, un altro appuntamento importante per l’ospedale psichiatrico giudiziario "Filippo Saporito" di Aversa. La lunga visita alla struttura del Vescovo della diocesi, Mons. Lorenzo Chiarinelli che s’è incontrato ieri col nuovo direttore generale dell’ospedale, Adolfo Ferraro, medico psichiatra, imbarcato in quella che, da due mesi a questa parte (vale a dire dal suo insediamento) può essere definito il "nuovo corso" della struttura manicomiale. "Ci stiamo impegnando per una progressiva apertura verso l’esterno del "Saporito" - ha spiegato Adolfo Ferraro a Chiarinelli - in modo da creare una simbiosi tra popolazione e ricoverati attraverso l’organizzazione di cooperative di servizi con i nostri degenti, di tipo agricolo, di pulizia, di giardinaggio, di ceramica, di costumi, per una serie di attività che possano essere esportate anche all’esterno attraverso la vendita di prodotti". Ma c’è di più: "Vogliamo superate nei fatti la logica restrittiva degli ospedali giudiziari - ha sottolineato Ferraro - attraverso due linee guida: un vero recupero e trattamento dei malati di mente che sono qui dentro. Ma anche con la trasformazione della struttura da giudiziaria a psichiatrica. Fermo restando che ci sono dei ricoverati comunque pericolosi, la maggior parte di loro è fatta da persone che non hanno nulla fuori: non so se possiamo guarirli dalla malattia mentale, ma sicuramente possiamo curarli e per farlo abbiamo iniziato un innovativo programma riabilitativo". "L’obiettivo a lungo termine è quello di creare una rete esterna tipo case-alloggio, attraverso un protocollo d’intesa, in collaborazione con il dipartimento di salute mentale dell’Asl, il Comune, le associazioni di "volontariato - ha aggiunto il vicedirettore Salvatore De Feo, presente assieme all’altra vice Maria Rosaria Bianchi e al direttore del dipartimento di salute mentale dell’Asl Caserta 2 Paolo Menditto - alla quale fare riferimento per la collocazione logistica e la materiale assistenza di una quota parte dei 130 degenti non pericolosi, ma solo bisognosi di assistenza e socializzazione. E non a caso ieri con Chiarinelli, che ha celebrato il precetto pasquale alla presenza dei degenti e delle loro famiglie, e poi ha voluto visitare l’intera colonia agricola dell’Opg (interessandosi alle attività di riabilitazione illustrate da Claudio Flores, svolte con l’allevamento di animali e cura della natura), c’erano i rappresentanti delle associazioni di volontariato: Mariacristina di Savoia (con le prof. Orsola Massimo e Mimma Fabozzi), la Fidapa con Itala Andreozzi. L’Associazione di volontariato vincenziano (Romilda Fabozzi e Maria Falco), la Società di Vincenzo De Paoli con Gaetano Evangelista che ha regalato alcuni strumenti da la lavoro alla colonia agricola. "La struttura dell’ospedale è dentro al tessuto non solo civile, ma anche ecclesiale e sociale di Aversa - ha detto allargando la prospettiva Chiarinelli - è quindi sentiamo una particolare vicinanza con quanti sono qui ricoverati, e anche l’esigenza di aprire sempre di più le relazioni tra quanti qui vivono e operano e la realtà cittadina". "Dove ci sono situazioni di sofferenza, è questa è una, noi non possiamo ignorarle: ecco perché anche le associazioni di volontariato vengono coinvolte in prima persona.