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Nel museo dei segreti della mente

Studi & Ricerche > Studi sugli O.P.G. > L'O.P.G. di Aversa dal 1997 al 2009 > Rassegna Stampa > 1998

Aversa, i ragazzi del liceo Cirillo in visita all’OPG
Nel museo dei segreti della mente
Il manicomio giudiziario conserva mezzi di cura e costrizione



INTERESSANTE opportunità culturale per gli studenti della sezione II del Liceo classico Cirillo di Aversa i quali, accompagnati dalla professoressa Margherita Di Ronza, docente di scienze e dai docenti di filosofia e di matematica, professori Claudio del Villano e Assunta Serao, si sono recati all'Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Aversa per visitarne il Museo. Input per un approfondimento storico scientifico, la visita ha significato per gli studenti che si preparano ad affrontare l'esame di maturità, l'occasione di guardare il passato in maniera critico-costruttiva e a guardare il museo non come luogo di custodia di oggetti non più utilizzati o non più funzionali, ma come ambiente vivo in cui si conserva la memoria storica.

Kafka, sottolinea un documento elaborato al termine della visita, vedeva la condizione storica come un campo di battaglia dove le forze rivali del passato e del futuro si fanno la guerra: l'uomo si trova al centro del campo di battaglia con il passato che gli incombe alle spalle e il futuro che lo respinge all'indietro e gli sbarra la via. In questa interminabile battaglia è proprio il passato a spingere l'uomo verso il progresso ed ogni esperienza è indispensabile per costruire il futuro. L'uomo, nella sua dimensione singolare e sociale, diventa il collegamento tra storia e scienza, tra scienza e tecnica, tra tecnica e tecnologia. II Museo dell'Opg può significare tutto questo perché conserva la storia e l'esperienza dell'umanità vista nella sua dimensione più misteriosa ma anche più vera, quella che riguarda la mente o meglio che riguarda l'Io nella sua complessità.

Il direttore Adolfo Ferraro ha dato la possibilità agli studenti di vedere, tramite un'accurata ricostruzione in miniatura, il vecchio ospedale. Materiale epistolare, materiale espressivo dei detenuti di un tempo, attrezzature mediche e strumenti "costrittivi" hanno fatto immaginare agli studenti com’era la vita dei detenuti nei tempi passati. Uscendo dal museo la sensazione bellissima del cambiamento, una nuova visione degli spazi, dei tempi, dei bisogni della mente.

C'è poi la convinzione che anche quei sistemi di cura e di detenzione che oggi possono sembrarci deprecabili, inutili o eccessivi sono serviti al nuovo Umanesimo ad affermare con forza i diritti umani ed il rispetto della diversità.

La visita fa parte di un programma rivolto anche ad altri gruppi classe del Liceo Cirillo che si recheranno all'Ospedale nelle prossime settimane.

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