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S.I.F.P.P. > Formazione e progetti
O.P.G.: ORGANIZZARSI PER GESTIRE
PROGETTO DI FORMAZIONE DEL PERSONALE INTERNO
SCHEDE DI ANALISI DEL CONTESTO E DEL FABBISOGNO FORMATIVO
Obiettivi e finalità:
Gruppo target, beneficiari:
Personale, di ruolo e non, appartenente alle Aree Sicurezza, Sanitaria e Pedagogica dell’OPG di Aversa
Tot.n. 40
Informazioni sulle caratteristiche del gruppo target da formare:
Il gruppo target sarà composto da operatori motivati ad approfondire le proprie competenze, conoscenze, capacità e professionalità nell’ambito ed il relazione dell’utenza.
Informazioni sui criteri di selezione del gruppo target:
La selezione verrà effettuata su adesione volontaria ed in base ad un pre-test atto a valutare le conoscenze e le capacità di partenza.
Informazioni circa la partecipazione ad iniziative formative:
La maggior parte del personale nell’ultimo biennio non ha avuto occasioni di partecipare ad iniziative formative specifiche in relazione agli obiettivi del progetto.
Analisi dei fabbisogni di formazione:
Il progetto risponde al bisogno preciso di formazione specifica nel campo del trattamento dei soggetti malati di mente autori di reato, spesso ignorata nell’ambito dei piani generali di formazione del personale penitenziario.
Competenze necessarie per soddisfare i bisogni dell’Organizzazione:
Le competenze abbisognevoli di implementazione vanno individuate specificatamente nell’ambito psichiatrico-forense e psico-relazionale ai fini di specializzare trattamento particolare rivolto al soggetto internato.
I punti deboli sui quali il progetto formativo vuole intervenire riguardano la non specifica formazione del personale operante in questo tipo di Istituto; tale aspetto rappresenta anche il principale punto di forza nel senso che risulta sempre più pressanti le motivazioni e le richieste di approfondimento e specializzazione in questo particolare ambito operativo.
Le richieste di formazione del gruppo target nascono dalla verifica e da una approfondita analisi da cui è scaturita un’obbiettiva carenza di conoscenza e di presa di coscienza cognitiva ed emotiva degli operatori dell’OPG relativamente alla specificità dell’utenza in carico e del proprio lavoro nello specifico contesto di riferimento, con evidente ricaduta negativa nella gestione-relazione con gli internati;
dalla specifica richiesta da parte degli operatori già parzialmente coinvolti nell’ambito di precedenti progetti formativi qui attuati, come follow-up e come precipua attenzione a quanti non ancora formati
Formulazione degli obiettivi formativi:
Il progetto prevede tempi di realizzazione formativa specifica quantificabili in sei mesi, più due ulteriori mesi necessari alle fasi organizzative e di verifica.
L’idea progettuale è stata plasmata sulla richiesta diretta da parte del personale circa le carenze professionali avvertite nell’operatività quotidiana sul campo, emerse e sottolineate nel lavoro di ricerca effettuato nella prima fase del progetto REVAN, laddove scaturiva, a latere di una preparazione pregressa, sostanzialmente mirata a soddisfare esigenze di gestione del detenuto, una diffusa sensazione di impreparazione sul versante dell’interazione con soggetti internati in quanto malati di mente autori di reato.
Organizzazione e gestione del progetto
Responsabilità ed i poteri decisionali del responsabile di progetto
Nome del responsabile esecutivo di progetto:
Dr. Adolfo Ferraro - Primo Dirigente Sanitario – Direttore OPG Aversa:
Personale del gruppo di gestione o staff di progetto che prenderà parte all’attuazione del progetto:
Meccanismi per l’assicurazione di qualità interna
Meccanismi di monitoraggio utilizzati
Monitoraggio della pianificazione del progetto
Il monitoraggio della pianificazione del progetto avviene attraverso una serie di briefing operativi tra i componenti dello staff, integrati dalla specifica professionalità del valutatore esterno, sotto la supervisione, controllo e direzione del responsabile di progetto.
Resoconti sugli stati di avanzamento del progetto:
Sono previsti dei resoconti mensili attraverso relazioni scritte circa l’andamento del progetto allo staff operativo ed, a richiesta, ai competenti superiori Uffici.
Verifica della qualità dei prodotti:
Il valutatore terzo è tenuto a verificare la qualità del progetto ex ante, la qualità degli interventi formativi in itinere ed il livello degli obbiettivi raggiunti ex post attraverso le proprie competenze e la propria professionalità, avvalendosi altresì di ausili di verifica scritti (tests ed elaborati finali).
Controllo finanziario e revisione contabile:
Il controllo della parte finanziaria e della revisione contabile sarà effettuato dall’Area aministrativo-contabile dell’OPG di Aversa nei termini previsti dalle vigenti disposizioni e con le modalità indicate dai superiori Uffici.
Titolo del progetto
OPG: Organizzarsi Per Gestire
Responsabile del progetto
Dr.Adolfo Ferraro, Primo Dirigente Sanitario OPG di Aversa
Responsabile esecutivo di progetto
Dr. Salvatore De Feo, Medico Direttore Coordinatore, Vicedirettore OPG Aversa
Breve sintesi del progetto
Il progetto consiste in un’attività di formazione specializzante tesa a promuovere, soprattutto attraverso esperienze pratiche e dirette, evolutive e trasformative, un processo di miglioramento e cambiamento personale, relazionale ed organizzativo, intervenendo sulla questione dell’identità professionale degli operatori penitenziari che lavorano nella realtà altamente deteriorante dell’OPG, per cui la formazione al ruolo ed alle funzioni di base previste non risultano sufficienti per il lavoro quotidiano nello specifico contesto di riferimento. Sono previste 48 giornate di formazione distribuite nell’arco temporale di sei mesi; ciascuna giornata prevede 4 ore di formazione, per un totale complessivo di 192 ore. È previsto uno stage conoscitivo ed esperienziale di una giornata presso l’OPG di Napoli finalizzato al confronto tra le rispettive modalità organizzative con particolare riguardo alle attività terapeutico-riabilitative ivi organizzate.
Finalità del progetto
Il progetto è finalizzato ad implementare le capacità di soddisfare le esigenze di formazione del personale direttamente sulle attività trattamentali e nelle relazioni con gli internati ed indirettamente sulle problematiche e la gestione delle dinamiche interrelazionali collegate al lavoro quotidiano con il malato di mente.
Il progetto si configura come un’azione di sistema in quanto prevede, attraverso la formazione, il coinvolgimento di personale afferente ad aree diverse (area sanitaria, area sicurezza, area pedagogica).
Risultati attesi:
Destinatari finali del progetto
Polizia penitenziaria
Assistenti ed operatori volontari ex art. 78 e 17 O.P.
Infermieri
Medici incaricati ed a parcella
Sviluppo temporale ed operativo del progetto
Selezione dei formandi, Selezione e formazione del gruppo target
gg. 7
Verifica delle conoscenze di base e criticità, Colloqui, tests e verifiche ex ante
gg. 7
Lezioni frontali, Lezioni frontali in aula con supporti didattici
ore 92
Gruppi di lavoro, Esperienze pratiche guidate e gruppi formativi
ore 100
Verifica in itinere degli obiettivi formativi, Tests e colloqui di verifica
gg. 4
Prova finale scritta-orale, Test ed elaborato finale
gg. 2
Durata complessiva del progetto
mesi 6
DIARIO DI PROGETTO
FASE 1: IDEAZIONE/PROGETTAZIONE
Sezione 1: ATTORI
Il responsabile esecutivo, inizialmente individuato in fase di progettazione nella figura del Dr. Salvatore De Feo, Medico Direttore Coordinatore in servizio presso questo OPG, è stato in seguito sostituito dall’Educatore C2 Antonio Staropoli a motivo dell’assunzione della reggenza della Direzione dell’OPG di Napoli da parte del funzionario citato.
Il responsabile esecutivo ha quindi svolto mansioni organizzative generali, coordinando il progetto e sovrintendendo alla realizzazione dello stesso, in collaborazione con lo Psicologo Dr. Massimiliano De Somma.
Tali figure sono state individuate dal responsabile del progetto, Dr. Adolfo Ferraro, Primo Dirigente Sanitario di questo Istituto, sulla base delle positive esperienze personali maturate nella progettazione ed organizzazione di altre attività formative realizzate nell’ambito dell’OPG di Aversa ed all’esterno di esso (es. progetto LeAli ai Letti 2003/04).
Del progetto sono state informate tutte le OO.SS. rappresentanti il personale qui operante.
Sezione 2: AZIONI
I bisogni formativi sono stati plasmati sulla richiesta diretta da parte del personale circa le carenze professionali avvertite nell’operatività quotidiana sul campo, emerse e sottolineate nel lavoro di ricerca effettuato nella prima fase del progetto REVAN, laddove scaturiva, a latere di una preparazione pregressa, sostanzialmente mirata a soddisfare esigenze di gestione del detenuto, una diffusa sensazione di impreparazione sul versante dell’interazione con soggetti internati in quanto malati di mente autori di reato.
Gli obiettivi progettuali sono tesi ad implementare e specializzare la formazione degli operatori dell’OPG sulle tematiche della gestione della malattia mentale, sulle problematiche correlate e sulla gestione delle relative diversità nell’ambito del trattamento del disagio mentale correlato alla commissione di fatti reato; ad ampliare la conoscenza e l’approfondimento della normativa di riferimento operativo; a formare al lavoro di gruppo integrato nelle e tra le Aree; a prevenire fenomeni di burn-out negli operatori del settore.
Le tematiche ed i moduli didattici sono stati ideati sulla base degli obiettivi preindividuati e sulla richiesta formativa proveniente dal target dei discenti, ponendo particolare attenzione alla formazione pratica guidata finalizzata ad una cultura professionale basata sul saper fare e sul saper essere piuttosto che sul sapere teorico-nozionistico.
Sezione 3: CRITICITA’
Non sono emerse, in questa fase preparatoria alla realizzazione del progetto, criticità degne di menzione. L’unica preoccupazione emersa da parte dei responsabili dei servizi di Istituto consiste nel fatto che la partecipazione al corso potrebbe in qualche caso mettere in crisi la copertura dei posti di servizio, aspetto che si cercherà nei limiti del possibile di far coesistere con la realizzazione del corso contando sulla collaborazione di tutte le parti in causa.
Sezione 4: AZIONI POSITIVE REALIZZATE
Non essendo emerse, in questa fase preparatoria alla realizzazione del progetto, criticità degne di menzione, non è stato necessario mettere in atto azioni atte a facilitare il superamento o la risoluzione delle stesse. Il problema dell’impatto sul servizio di cui sopra è stato affrontato e risolto, almeno in termini teorici, attraverso la suddivisione dei corsisti in due gruppi di circa venti unità ciascuno, con equa ripartizione in ognuno di essi degli operatori di pari qualifica, che parteciperanno a lezioni parallele in giornate diverse, in modo da avere le minori ripercussioni negative possibili sulla già problematica situazione organizzativa del servizio interno.
FASE 2: PERCORSO DIDATTICO
Sezione 1: ATTORI
L’organizzazione dell’erogazione del percorso formativo e didattico è stata curata dai principali attori coinvolti, ovvero Responsabile esecutivo del corso e Coordinatori organizzativi. Il primo, stabilendo la direzione e gli obiettivi formativi individuati fra gli effettivi bisogni, ha stabilito e scelto le principali materie del corso, individuando e contattando i docenti che meglio potevano rispondere alle esigenze formative. I secondi hanno curato in sinergia la parte pratica ed organizzativa viva dell’intero percorso, facendo da punto di riferimento pratico per tutti, allievi e docenti, tutorando e monitorando l’inter organizzativo quotidiano e globale.
Il corso è stato presentato da tutti gli attori organizzativi coinvolti e da alcuni docenti durante la giornata di inaugurazione. Durante la stessa sono stati esplicati obiettivi e modalità formative, accentando la praticità e le modalità interattive come strumenti formativi principali finalizzati a trasmettere capacità pratiche del saper fare e saper essere piuttosto che nozioni teoriche e/o enciclopedico-biblografiche.
Il Responsabile esecutivo del corso, nel contatto tenuto con i docenti da lui stesso incaricati della formazione nelle singole materie, ha specificato loro le modalità e gli obiettivi desiderati, monitorandone le modalità e i contenuti dell’insegnamento.
Sezione 2: AZIONI
Tutto il percorso didattico è stato agevolmente svolto negli spazi di cui l’ospedale di Aversa generosamente abbonda. In particolare i moduli didattici teorici si sono svolti nella Sala Virgilio (gia istituzionalmente utilizzata per riunioni e convegni) opportunamente attrezzata di tutta la strumentazione necessaria alla formazione d’aula. Le attività pratiche, oltre che nella suddetta sala, sono state più spesso tenute nel più abbondante e idoneo spazio del Teatro dell’Istituto, ottimo per attività di role play tipo psicodramma.
I vari moduli del percorso didattico sono stati articolati in questo modo:
Sono stati organizzati 2 gruppi distinti formati da 20 allievi ciascuno. Ogni gruppo ha svolto 6 ore settimanali di lezione. Il gruppo “A” ogni Martedì, mentre il gruppo “B” ogni Giovedì della settimana, per rispettive 4 lezioni mensili da Febbraio a Settembre (Luglio e Agosto esclusi), secondo un calendario precedentemente stabilito e comunicato a tutti i partecipanti con congruo anticipo. Ai due gruppi chiusi (nel senso che gli appartenenti ai rispettivi gruppi non potevano scambiare la loro partecipazione), veniva comunicato il calendario mensile delle lezioni, specificandone la materia, il docente, il tipo di attività formativa e il luogo in cui si sarebbe svolta. La singola partecipazione di ogni allievo veniva monitorata dal tutor d’aula tramite firme di presenza da apporre ad inizio e fine giornata formativa.
La principale metodologia didattica, come gia accennato, è stata quella interattiva del gruppo di lavoro, con attività più pratiche che teoriche, che prevedevano una partecipazione ed una comunicazione circolare finalizzata soprattutto alla trasmissione di capacità operative, sviluppando nei partecipanti modalità autoriflessive per individuarne le potenzialità e le caratteristiche soggettive peculiari da sviluppare. A questo scopo alcune delle principali materie pratiche, svolte con modalità e metodi gruppali dello psicodramma, del role play e della interattività del gruppo, hanno apportato notevoli innovazioni nelle metodologie didattiche e di formazione dei gruppi.
La scelta dei docenti è stata effettuata sulla base degli obiettivi e delle modalità formative che si volevano trasmettere, individuate soprattutto nella necessità di voler formare al saper fare, saper essere, saper interagire e comunicare fra operatori della stessa Area di appartenenza ed Aree diverse, saper comprendere, saper risolvere problemi, saper organizzare, piuttosto che sapere nozionismo teorico sterile e inapplicabile nella realtà operativa dell’Istituto di Aversa.
Il progetto e le sue implicite modalità ed obiettivi formativi, come precedentemente accennato, sono state ab initio comunicate e descritte con affissioni finalizzate al reclutamento volontario dei partecipanti. Successivamente chiarite ed esplicate in tutti i particolari durante la giornata inaugurale del corso.
Sezione 3: CRITICITA’
Nessuna particolare criticità è emersa durante lo svolgimento del corso se non alcuni fisiologici problemi relativi alle singole professionalità dei partecipanti, a volte richiamati d’urgenza sul loro posto di lavoro, per breve tempo e nelle sole situazioni di estrema emergenza, nonostante fossero da considerarsi “fuori dal servizio” , preventivamente organizzato al fine di permettere la partecipazione di tutti. Questo il principale motivo della scelta di organizzare due gruppi distinti, al fine di non distogliere il personale tutto dai rispettivi turni di lavoro.
Sezione 4: AZIONI POSITIVE REALIZZATE
Una più accurata organizzazione dei rispettivi turni di lavoro e degli orari di lezione (con inizio alle ore 10,00, che permetteva ai partecipanti di organizzarsi nelle 2 ore di lavoro gia effettuato per i turni 08,00-14,00), hanno permesso di stabilizzare e ridurre al minimo, fino all’estinzione, la criticità presentata.
FASE 3: LA VALUTAZIONE
Sezione 1: ATTORI
Un valutatore “terzo” diverso dal committente e dal realizzatore, nella fase di valutazione “ex ante”, utilizzando una metodologia di valutazione tramite test a risposta multipla, altri a breve risposta aperta ed una attenta osservazione sul campo, ha valutato lo stato di partenza rispetto alle conoscenze teorico-pratiche, relazionali e professionali di ogni singolo allievo partecipante, al fine di indirizzare e seguire i bisogni formativi dei gruppi. Individuato ed incaricato dal responsabile del progetto formativo, tale valutatore esterno, nel verificare la rispondenza fra obiettivi e risultati del progetto, metodologie ed efficacia ed efficienza delle stesse, ha costantemente collaborato in appositi incontri e riunioni, a rapportare e consigliare i principali attori organizzativi.
Questi ultimi, in itinere, attraverso una attenta e continua osservazione sul campo, sotto la supervisione del valutatore esterno, hanno costantemente monitorato il livello di partecipazione dei corsisti, le loro motivazioni, i bisogni e le esigenze, nonché i progressi e le conquiste ottenute nel continuum formativo personale e professionale, svolgendo un vero e proprio tutoraggio su ogni singolo partecipante al fine di agevolarne il processo di tras-formazione.
Infine, compiti del valutare esterno, ma anche degli attori interni (responsabile esecutivo e coordinatori organizzativi), è stato quello, ex post, di valutare tramite ulteriori strumenti, quali nuovi test a risposta chiusa e aperta, e osservazione partecipante, il livello di apprendimento raggiunto e le abilità sviluppate, ovvero il livello di tras-formazione raggiunto da ogni singolo allievo nella propria dimensione personale e professionale. Inoltre, il valutatore esterno ha potuto constatare, interrogando i singoli gruppi, il livello di soddisfazione e le modalità formativa preferite e che hanno raggiunto meglio e con maggiore efficienza gli obiettivi del progetto.
Sezione 2: AZIONI
I criteri che hanno guidato nella scelta degli ambiti e delle dimensioni da valutare, si sono basati, in accordo con gli obiettivi preposti, oltre che alle conoscenze di base da cui ognuno, nella propria area professionale, partiva, sulle personali e professionali potenzialità da individuare e sviluppare in ogni singolo operatore partecipante,. A tale proposito, alcune materie formative, svolte con modalità quali role play e psicodramma, ma anche quelle svolte con modalità gruppali di confronto, interazione e collaborazione quali “mediazione dei conflitti” o “comunicazione”, hanno svolto una vera e propria funzione di sviluppo dell’autovalutazione, apportando indirettamente una serie di valutazioni fondamentali ai processi di tras-formazione indotti.
Rispetto alle conoscenze di base, valutate in partenza soprattutto grazie ai test a scelta multipla, i dati ed i risultati raccolti sono stati pubblicati in formato anonimo, così che ognuno potesse autovalutare la propria conoscenza base e confrontarla con quella degli altri senza però che questo inficiasse l’”essere” di ognuno, ma solo il “sapere”, o alimentasse la formazione di stupide graduatorie e gerarchie spesso dannose alla organizzazione professionale e alla gestione collaborativi degli spazi lavorativi, o ancora potesse far nascere competizione fra allievi.
L’analisi dei dati di valutazione ha indicato alcune dimensioni di maggiore carenza, offrendo così a tutti l’opportunità e la possibilità di incrementarle nelle materie formative, informando preventivamente i singoli docenti affinché affrontassero teoricamente alcuni temi di comune interesse e bisogno. Le modalità “interattive” ed “alla pari” dei singoli corsi hanno inoltre consentito di operare con una formazione maggiormente flessibile oltre che individualizzata sul singolo e sul gruppo.
Rispetto al valutatore esterno, la sua scelta è stata effettuata sulla base delle conosciute competenze, capacità ed esperienze possedute nel proprio ambito professionale. Il mandato lui affidato è stato soprattutto di supervisione esterna, ovvero non coinvolta delle specifiche dinamiche interne, e di valutatore dello svolgimento del progetto tutto, al fine di consigliare, dirigere ed indirizzare verso il raggiungimento degli obiettivi preposti, e quindi valutarne l’effettivo raggiungimento ed il grado di tras-formazione ottenuto.
L’unico follow up attuabile, comunque non programmato, potrà venire effettuato con una discreta osservazione sul campo nei singoli ambiti operativi e nella capacità organizzativa e professionale operata sulla base delle nuove conoscenze acquisite dai singoli operatori che hanno partecipato ai gruppi di formazione.
Sezione 3: CRITICITA’
Non sono emerse particolari criticità durante questa fase di valutazione.
Sezione 4: AZIONI POSITIVE REALIZZATE
Non essendo state in questa fase evidenziate particolari criticità operative, non si segnalano azioni positive finalizzate al superamento ed alla risoluzione delle stesse.
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