Menu principale:
Il Corriere di Caserta 09/04/2001
Il direttore Ferraro alla giornata dell'Oms per parlare di "regionalizzazione" dei degenti del Saporito
Ospedale giudiziario: obiettivo dismissione
AVERSA -
L'obiettivo dell'incontro internazionale di Napoli, è stato principalmente la formulazione di una "Carta di intenti", atta a rinnovare l'appoggio ad azioni coordinate tra le varie istituzioni interessate, affinché si possa realizzare con forme concrete di intervento la grande sfida sintetizzata dall'Oms, in queste tre giornate mondiali: "Stop exclusion", "Dare to care", ovvero: "Contro il pregiudizio" e "Il coraggio delle cure".
I lavori inaugurati venerdì mattina sono stati caratterizzati da tavole rotonde attraverso le quali si è inteso definire i percorsi a gli adempimenti riferiti ai compiti istituzionali della Regione Campania, delle aziende sanitarie, e dei servizi.
Al centro del dibattito, dunque, una riflessione sugli effetti dell'esclusione sociale, che risulta dalla discriminazione a dalla natura incongrua di molte istituzione volte ad accogliere i malati di mente. Protagonisti di questo incontro anche il direttore dell'ospedale psichiatrico giudiziario "Filippo Saporito" di Aversa, Adolfo Ferraro, e il direttore dell'azienda sanitaria Napoli 2, Gennaro Perrino che proprio in questi giorni, sono al centro di un'importante iniziativa che può aprire visibilmente le porte alla speranza di una prima strada verso la sanitarizzazione degli ospedali giudiziari.
Spostato per domenica il loro intervento al convegno mondiale, esso si è caratterizzato per la presentazione di un progetto atto a garantire un'intesa fra le Asl, di appartenenza degli internati e gli ospedali psichiatrici giudiziari, attraverso delle collaborazioni che possano permettere di seguire dall'interno a dall'esterno tutti i percorsi evolutivi dei malati, seguendoli nelle cure e soprattutto nell'integrazione dopo l'uscita.
Ogni azienda sanitaria dovrà perciò prendersi le responsabilità dei propri malati, consentendo così un processo di regionalizzazione degli ospedali giudiziari che non siano visti come il contenitore del crimine, avendo il pieno coraggio a la responsabilità delle cure. Questo il resoconto del progetto presentato in occasione della "Giornata mondiale della salute mentale", dove appare urgente agire con programmi sempre più concreti, affinché non sia ritardato il sogno di una trasformazione di una istituzione totale che da anni combatte con l'ambiguità.
L'obiettivo potrebbe essere quello di una totale dismissione degli ospedali psichiatrici giudiziari, in Italia ce ne sono ancora sei, per mettere fine ad una contraddizione atroce.
La legge 180 conosciuta più comunemente come Basaglia, che ha sancito la chiusura degli ospedali psichiatrici e, anche se con vent'anni di ritardo, il processo è stato faticosamente portato a termine.
Quanto si dovrà attendere per la chiusura dei manicomi giudiziari?
Teresa Grandioso