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IL MANIFESTO 16/11/2002
Convegni
VITTIME E CARNEFICI
QUANDO IL MARTIRIO E' UN DESTINO CRONICO
«Quando la vittima incontrò il carnefice, non lo riconobbe subito. Anche il carnefice non riconobbe la vittima, ma avvertì forte attrazione. Insieme sembrarono completarsi, e vissero in simbiosi a volte scambiandosi i ruoli, altre volte contendendoseli. Il martirio fu testimone del connubio. Vittima, carnefice, martire furono la stessa cosa. L'Opg è vittima e carnefice di se stesso, ambiguamente contorto nel suo destino. Come lo è il destino dei suoi ospiti e delle loro vittime. Conoscerlo serve». La brochure del convegno Vittime & Carnefici promosso l'8 e il 9 novembre dall'Opg di Aversa, è esaustiva e in verità non ci sarebbe molto da aggiungere se non fosse che esponenti e studiosi della psichiatria, psicologia e criminologia italiana nel tentativo di districarsi e spiegare i rapporti con i pazienti, le tendenze del diritto penale, i progetti di deistituzionalizzazione sanitaria, il matricidio, lo stupro, l'infanticidio, a volte sono riusciti nell'intento, altre si sono persi nei labirinti della didattica. Una lunga staffetta di relazioni, un botta e risposta tra punti di vista contrastanti, risultato di una due giorni molto intensa che ha avuto, se non altro, il merito di aprire le porte del carcere-
Da Aversa sono state lanciate accuse: Ugo Fornari, ordinario di psicopatologia forense al l'Università di Torino, ha crocifisso i pm, spesso interessati non a scoprire la verità, ma a dimostrare le loro tesi, e i giudici che non prendono in considerazione le consulenze, ma solo le perizie da loro disposte. Presentate teorie: Romolo Rossi, direttore della clinica psichiatrica dell'Università di Genova, ha dimostrato l'inevitabilità della componente «menzogna» nel rapporto con il paziente come nella vita. Ascoltati gli interventi: Sergio Piro, esponente della psichiatria italiana, ha trattato il tema «Esclusione sofferenza, guerra», presentando l'omonimo libro che porta la sua firma, ma espressione del lavoro del collettivo Oes. Confrontate le iniziative: Giovanni Castaldi, psicoanalista testimone del progetto di self-
Aperti i dibattiti: lo studio di Massimo Picozzi professore di criminologia dell'Università di Castellana -
Noi vogliamo uscire dall'ambiguità -
Intervista
SERGIO PIRO
LE NUOVE CAMICE DI FORZA
«Se colui che ti parla in modo incomprensibile non sta producendo sintomi di malattia come la tosse o il vomito, ma ti sta parlando o comunicando qualcosa, allora tu lo sleghi». Con questo imperativo Sergio Piro -
Professore cosa non va nell'Opg di Aversa?
Tutto. Tranne alcune persone che ci lavorano. E' la struttura stessa delle Opg che come pensata è un orrore. La legge 180 intendeva intraprendere un discorso sanitario e non di ordine pubblico. Ritengo che bisogna eliminare il calderone di 7-
La nuova proposta del legge di Forza Italia vuole abrogare la 180, reintroducendo la pericolosità e il ricovero coatto, che ne pensa?
Le novità della 180, finito l'entusiasmo del movimento, le hanno già invalidate il lavoro degli psichiatri in questi anni, il decadimento del servizio pubblico, la manipolazione dei concorsi, il clientelismo. Noi avevamo in mente uno stile di lavoro diverso. La presa a carico del paziente a livello territoriale non è mai avvenuta. Si è, invece, infiltrata la coesistenza tra il privato e il pubblico, conseguenza della regressione dalla concezione sociale a quella liberista. Comunque correggendo una serie di indicazioni della 180, come si è fatto a più riprese, eliminando le strutture stesse che la sorreggevano, ora ci ritroviamo davanti la vecchia Tso dei manicomi. E' l'intero complesso normativo che rende la legge sanitaria più o meno liberale.
Quindi?
La nuova legge passerà come la Cirami e sarà sconfitta l'ipotesi stessa dello stato sociale. Ora tutti grideranno che sono il «solito vecchio disfattista». E' un fatto che la psichiatria civile è stata una conquista straordinaria, ma non è stata ben difesa. La colpa va anche all'involuzione politica del centro-
Francesca Pilla