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Quando la follia diventa arte

Studi & Ricerche > Studi sugli O.P.G. > L'O.P.G. di Aversa dal 1997 al 2009 > Rassegna Stampa > 1997

Corriere di Caserta 19 Ottobre 1997


Presente il direttore Adolfo Ferraro, il sindaco della città, magistrati e dirigenti Asl
Quando la follia diventa arte
Inaugurato il museo dell’ospedale psichiatrico "Saporito"



di Francesca Prisco
 
AVERSA - Un evento storico quello che ieri ha visto l’inaugurazione del museo dell’ospedale psichiatrico giudiziario "Filippo Saporito" di Aversa. Un evento che ha visto aprire le porte del "manicomio criminale", così come si suole ancora definire, per discutere anche di un suo possibile superamento. Contemperare l’aspetto sanitario e quello della sicurezza è questo il punto nodale da affrontare. Necessità sottolineata da personaggi illustri come il professor Alberto Manacorda: "E’ necessario che la gestione degli istituti si sposti di più sul versante sanitario. D’altra parte la nostra nazione può considerarsi all’avanguardia dal momento che è la patria della riforma penitenziaria e psichiatrica, per questo deve contemperarsi il momento della sicurezza con quello della cura". L’Opg di Aversa è nato nel lontano 1876 e attualmente ospita circa 130 degenti. "Di questi - ha affermato il vice direttore dott. De Feo - solo un 30% sono veramente pericolosi, mentre una quarantina potrebbero essere dimessi, ma nessuna struttura pubblica è in grado di assumersene la responsabilità. Per questo siamo favorevoli al libero ingresso degli operatori pubblici all’interno degli Opg. Intervento che potrebbe divenire obbligatorio". E da un ospedale giudiziario uscire è veramente difficile: "In dieci anni che opero con il Filippo Saporito - ha affermato la dottoressa Maria Rosaria Marino, magistrato di sorveglianza di Santa Maria C.V. - non ho concesso né mi è stato chiesto di concedere la semilibertà. Tutto ciò è emblematico. All’esterno della struttura non c’è niente che possa permettere la reintegrazione dei degenti e la loro cura. Il servizio sanitario pubblico, soprattutto in queste zone, è del tutto inefficiente. La legge 180, poi, con il blocco dei ricoveri, ha reso l’Opg il contenitore di tutte le situazioni più difficili. E’ per questo che per parlare di superamento si deve prima mettere in condizione il servizio pubblico di funzionare come si deve". Anche il sindaco di Aversa Raffaele Ferrara ha espresso viva soddisfazione per quanto si è portato avanti all’interno dell’Opg: "E’ un momento storico per la città. Non solo si assiste alla definitiva dismissione dei residui manicomiali, ma si discute in maniera concreta del superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari. Come Amministrazione abbiamo dato un contributo all’iniziativa di oggi e spero che questo possa servire ad esorcizzare l’errore di voler camminare da soli. Pochi mesi fa l’Amministrazione ha firmato un protocollo di intesa con l’Asl Ce 2 per la realizzazione di un centro di studi e documentazione al Santa Maria Maddalena. Spero che riusciremo a coordinare al meglio le forze in prospettiva di un centro di studi di fama internazionale. Il dott. Alessandro Margara, Direttore generale del Dipartimento dell’Amministrazione Parlamentare, che da un trentennio si occupa degli ospedali psichiatrici giudiziari, ha, invece illustrato i punti fondamentali della proposta di legge per il superamento degli Opg, proposta accolta dalla Regione Emilia Romagna e dalla Regione Toscana che l’ha presentata al Parlamento, dove è ora in esame. "Le novità sostanziali sono, in realtà poche. La proposta si basa innanzitutto sul principio di conservare la non imputabilità per vizio totale di mente. Si prevedono, poi, misure di sicurezza che prevedono l’internamento e misure esterne che prevedono l’affidamento in prova al servizio sociale con l’impegno di svolgere un preciso programma. Per il superamento degli istituti occorrono strutture regionali che non superino il numero di 30 unità, motivo per cui in alcune regioni ne occorreranno più di una, ma confidiamo nel fatto che le misure di sicurezza non detentive contribuiscano a far diminuire il numero dei ricoverati. Il terzo punto fondamentale della proposta riguarda la gestione. Si prevede di affidare quella interna al servizio psichiatrico pubblico e quella esterna all’autorità penitenziaria". Grande curiosità ha accompagnato l’inaugurazione del museo curato dall’eclettico direttore Adolfo Ferraro e dalla dottoressa Assunta Borzacchiello. Il museo raccoglie strumenti di vario genere, manufatti di degenti, strumentazione medica, macchine per l’elettroshock, opere d’arte dei degenti, lettere e armi rudimentali.


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