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S.I.F.P.P.
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Studi & Ricerche
Questo spazio è aperto a chiunque volesse inserire articoli, studi o ricerche attinenti al tema degli o.p.g., della psichiatria e/o della giustizia, anche se già pubblicati altrove. Basta inviarli in formato word, rtf o pdf, alla nostra casella e-mail. Un comitato scientifico valuterà l'elaborato e lo pubblicherà in questo spazio.
di Massimiliano De Somma
come suggerito dal titolo, descrive statisticamente, mediante tabelle ed istogrammi, una serie di variabili raccolte nel Luglio 1999, ordinate, e correlate con dati precedenti, circa alcune dimensioni dell'ospedale, delle attività trattamentali svolte, ma soprattutto della sua popolazione internata, mostrando approfondite informazioni anagrafiche, giuridico-giudiziarie e psichiatrico-trattamentali (in formato pdf).
di Pina Giuliano
descrive uno studio effettuato nell'ambito delle attività terapeutico-teatrali presenti in questo istituto. Un aspetto delle dinamiche comunicazionali non verbali di 10 soggetti, è stato studiato e descritto, nonché catturato e illustrato in alcune foto che hanno congelato i soggetti in atteggiamenti posturali e mimico-facciali, altamente significativi (in formato pdf).
di Massimiliano De Somma
raccoglie istogrammi elaborati sui dati che illustrano alcune variabili circa la popolazione internata presente al 21/02/2001 (in formato pdf).
di Adolfo Ferraro
Un lavoro del Direttore dell'OPG Adolfo Ferraro, sullo stato dell'arte dell'Istituto aversano. Quanto è stato fatto a tutt'oggi (2004) e quanto resta da fare per il miglioramento e la trasformazione degli OPG (in formato pdf).
di R.Accivile, G.Ciacci, M.De Somma, F.Petrazzuolo, C.Stefanelli
Le Slides (in formato flash) di un lavoro svolto all'interno dell'OPG di Aversa e presentato al XVII Congresso Nazionale della Società Italiana di Criminologia, Gargnano del Garda, 9 - 11 ottobre 2003.
Questa comunicazione illustra un caso giudiziario seguito nell’ambito del progetto di intervento “Per una malattia mentale senza carcere”. Un caso emblematico, che purtroppo si è concluso con un esito fatale. Un caso giudiziario nel corso del quale sono stati esperiti tutti i tentativi possibili per strappare una persona malata di mente al carcere e affidarlo alle cure dei medici. Ma tutto è risultato vano.
di Adolfo Ferraro e Massimiliano De Somma
Un'altra serie di Slides (in formato flash) circa una ricerca statistico descrittiva effettuata all'interno dell'OPG di Aversa e presentata al XVII Congresso Nazionale della Società Italiana di Criminologia, Gargnano del Garda, 9 - 11 ottobre 2003
di R.Accivile, A.Ferraro, M.De Somma, F.Petrazzuolo
Il malato di mente autore di reato, in quanto tale deve ricevere un trattamento almeno simile a quello riservato al semplice reo, con qualcosa in più se non guarisce. È così che su 117 internati presso l’OPG di Aversa, alla data del 30 Giugno 2002, 48 sono in attesa di “guarigione”, 59 sono ancora in attesa di “guarire”, 10 continuano a stare in attesa di “guarire”, alcuni sono morti in attesa di “guarire”, altri forse non “guariranno” mai.
A distanza di tanti anni dalla legge 180 su un punto solo sono tutti d’accordo: gli OPG non sono manicomi e quindi non devono essere chiusi, ma se sono carceri come si può guarirli con un corpo di Polizia Penitenziaria non specialisticamente formato, pochi Psichiatri assunti a parcella oraria, pochissimi infermieri specializzati ma sottopagati, inesistenti psicologi cui ultimamente è stato ridotto l’orario di servizio da 48 a 32 ore mensili, senza considerare poi ambienti, protocolli mezzi e strumenti adeguati ad una funzionale ricerca scientifica e applicazione delle conoscenze attuali finalizzate alla terapia?
Non può un Giudice decidere della “guarigione” del malato di mente autore di reato confondendo fra rischio psichiatrico e pericolosità sociale, perché il “matto” fa più paura del criminale e nell’immaginario giudiziario sarà sempre “probabile che commetta nuovi fatti previsti dalla legge come reati” (art.203 C.P.).
Tale ricerca, effettuata con le modalità della statistica descrittiva, analizza e descrive qualitativamente e quantitativamente la situazione della revisione - revoca o proroga - della misura di sicurezza sul numero di internati ricoverati e presenti alla data del 30 Giugno 2002 nell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario “Filippo Saporito” di Aversa. Nel descrivere le modalità che, a norma di legge, vengono utilizzate per le decisioni di dimissione dei ricoverati prese dal Magistrato di Sorveglianza con l’ausilio dell’equipe trattamentale interna, i risultati che ne derivano offrono ampi spunti di riflessione sia in ambito giuridico, sia in ambito psichiatrico. (versione in pdf)
di A.Ferraro, S. De Feo, M.De Somma
Le Slides di una ricerca presentata da Adolfo Ferraro, Salvatore De Feo e Massimiliano De Somma al V CONGRESSO NAZIONALE DI PSICHIATRIA FORENSE, Alghero 31/5 - 02/6 2002 (in formato flash).
Nel continuo tentativo di modificarsi, si porterà a conoscenza del convegno un ulteriore <dibattito interno> che sta svolgendosi nell’opg (almeno in quello d’Aversa), in relazione alle funzioni svolte o da svolgere dall’istituto per il superamento dell’attuale strutturazione, riconoscendo lo stato di malati di mente agli internati con mds.
Una ulteriore funzione dell’opg, che necessita di valutazione ed anche di interpretazioni simboliche, è quello del luogo deputato all’osservazione psichiatrica dell’Amministrazione Penitenziaria..
Il lavoro inizia con una serie di domande: è necessario o funzionale o diagnosticamente valido, o attuale l’uso dell’opg come luogo di osservazione psichiatrica? E questa funzione rafforza o indebolisce il superamento dell’opg come luogo di cura specializzato per la malattia mentale socialmente pericolosa?
Insomma l’opg per il raggiungimento dello status cui aspira, può fare a meno o necessita della presenza o dell’assenza degli osservandi?
Le risposte dovranno prendere in considerazione una serie di dati che, partendo da quelli numerici, valutino anche gli aspetti di funzionalità diagnostica ed economica. Ma anche l’ambizione di proporsi l’opg come luogo di studio della patologia mentale in carcere, con il successivo quesito se le osservazioni rappresentino poi il vero specchio di tale disagio.
VALUTAZIONE DEI DATI
osservazioni per anni: negli ultimi anni le osservazioni sono cresciute rispetto a dieci anni fa, ma si deve considerare che in quegli anni l’istituto viveva un momento di <buio>, con la concreta possibilità di essere chiuso, ed il ministero si comportava di conseguenza nell’assegnazione degli osservandi. La maggior credibilità degli ultimi anni ha permesso un maggior numero di osservazioni. Questa è una valutazione troppo presuntuosa per essere vera, per cui ne prenderemo in considerazione un’altra. CONSIDERAZIONE: potrebbe essere questo il motivo, ma anche la maggior necessità di inviare gli osservandi da parte delle cc di provenienza potrebbe avere il suo peso: inviare più osservandi significa rendersi consapevoli di un maggior disagio in carcere, o della necessità di liberarsi dei “rompiscatole”? Nel primo caso potrebbe essere presa in considerazione l’ipotesi che è il carcere ad essere malato, necessitando esso stesso di cure. Nel secondo si prospetterebbe ancora l’uso dell’opg come luogo di punizione o di minaccia. E certamente questa è una antica funzione dell’opg che deve essere abolita. Una spiegazione probabilmente compatibile con le altre è la presenza di maggiori soggetti con patologie mentali che commettono reati.
osservazioni per mesi: la valutazione che salta subito all’occhio, la più evidente, è l’aumento degli invii in due periodo dell’anno: tra dicembre e gennaio e nel mese di agosto. Può dipendere dalle maggiori difficoltà che la popolazione detenuta subisce, anche sotto il profilo emotivo, della condizione della propria carcerazione in periodi particolari dell’anno. Ma potrebbe essere anche la necessità di liberarsi da parte del carcere di soggetti che pongono maggiori difficoltà di gestione, creando difficoltà anche in relazione al ridotto personale a causa del periodo di ferie.
osservazioni stesso soggetto: il maggior numero viene una volta sola, con decrescita abbastanza rapida. Il fatto che quasi tutti vengano una sola volta è significativo di risoluzione del problema certamente. La ripetizione delle osservazioni dello stesso soggetto è evidentemente significativa di un <non trovarsi d’accordo> tra carcere ed opg. Per questi forse sarebbe utile uno studio che preveda un tempo più lungo dei trenta giorni previsti? O la diagnosi dell’opg non è stata riconosciuta nella pratica carceraria? (Questa ipotesi sarebbe indicativa dell’opportunità dell’effettuare le osservazioni in carcere, luogo più deputato al compito).
motivi dell’osservazione: il comportamento autolesivo è il motivo di maggior consistenza numerica. Oltre alle domande che tale rilevazione pone, (perché hanno comportamenti autolesivi in carcere?) si nota che spesso questa rappresenta una diagnosi per chi l’invia, evitando l’interpretazione significativa di altre esigenze, quali proteste o comunque un richiamare l’attenzione.
posizione giuridica: se sono i definitivi i maggior numero di inviati in osservazione, questa considerazione può essere letta come un tentativo di simulazione da parte di chi non ha più molte speranze ma non vuole arrendersi, o il crollo psicologico di chi si sente finito, o ancor l’evidenza di una patologia precedentemente non riconosciuta. L’alto numero di giudicabili può significare che sono molti i reati in cui si ipotizza la patologia mentale, o certi delitti sono spiegabili solo con la patologia. O perché molti matti delinquono.
diagnosi d’uscita: il nulla di rilevante rappresenta la maggior parte delle diagnosi di uscita, e tale valutazione non può che far riflettere sull’opportunità dell’osservazione e dei motivi che hanno indotto alla stessa. La compatibilità di alcune condizioni psichiche, come il disturbo depressivo o di personalità, confermano tali necessità riflessive. Basse le percentuali di non compatibilità.
istituti di provenienza: sono molteplici le regione da cui provengono gli osservandi, anche molto lontane dall’istituto aversano, e questo pone dubbi anche sul costo che tali operazioni producono, ritornando alla valutazione dell’opportunità di compiere le osservazioni nelle carceri di residenza. Un internato, definitivo o provvisorio che sia, nell’opg ha un costo medio che va valutato nell’ambito delle 110/120 mila lire al giorno, tutto compreso, dal personale di custodia a quello medico e paramedico e sanitario in genere, oltre quello della sussistenza pura. Questa cifra viene esageratamente superata per spese accessorie: le spese di trasferimento dell’osservando sono molto più consistenti, se si considera anche l’impiego della scorta e dei conseguenziali costi. Il risparmio potrebbe essere rivolto al miglioramento dell’assistenza intramuraria, sia nel carcere che nell’opg.
di A.Ferraro, S.De Feo, M.De Somma
Le Slides di un lavoro circa le recenti convenzioni con le ASL per la cura e la riabilitazione co-responsabile fra la struttura ospedaliero-penitenziaria e le ASL territoriali della Regione di appartenenza dell'internato, presentato al VI CONGRESSO NAZIONALE DI PSICHIATRIA FORENSE, Alghero 30/5 - 01/6 2003 (in formato flash).
di Massimiliano De Somma
Le Slides di un vecchio lavoro circa le modalità della valutazione periodica degli internati in OPG, presentato al CONGRESSO INTERNAZIONALE DI PSICHIATRIA FORENSE, Baia Sardinia (SS) 25 – 28 Maggio 2000 (in formato flash).
di Adolfo Ferraro e Massimiliano De Somma
I dati, presentati a Roma il 21 Febbraio 2002 al VII Congresso Nazionale della Società Italiana di Psicopatologia, evidenziano i flussi di ingresso e le dimissione dell'istituto aversano fra gli anni 1998-2001, suddivisi per posizione giuridica, regione di residenza e motivazione d'uscita. Ciò, al fine di sottolineare: 1) il fenomeno delle "osservazioni" che, in costante aumento, distoglierebbe l'energia dell'istituto, altrimenti indirizzata verso le funzioni della cura; 2) la responsabilità territoriale delle regioni di residenza che, come stabilito in alcuni protocolli d'intesa stilati fra l'opg e le asl, dovrebbero seguire i propri internati dal momento dell'ingresso fino alla dimissione ed oltre, lungo un tragitto terapeutico concordato; 3) come l'applicazione dei protocolli fin ora stilati abbia, per la prima volta nel 2001, prodotto un numero superiore di dimissioni rispetto agli ingressi. (Slides in formato flash).
di Vincenza Gallo
Tesi finale in Musicoterapia effettuata presso L'Accademia Musicale Pescarese della Libera Università Medicine Naturali e Artiterapie da V. Gallo, costituita dalla documentazione di un lavoro di studio effettuato presso l’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Aversa. Lo scopo dello studio, tutt’ora in corso, è rilevare i meccanismi psicopatologici che scattano nei casi in cui si verifica un cattivo controllo degli impulsi inducenti al reato e quanto la musica, in questi casi, possa essere efficace. Lo studio è in asse col progetto obiettivo per la tutela della salute mentale che tratta della deospedalizzazione degli O.P.G. con progetti terapeutici e riabilitativi per il reinserimento dei pazienti nel tessuto sociale. Le modalità d’intervento sono state l’integrazione tra psichiatria e musicoterapia, in un arco di tempo di sei mesi con incontri settimanali.
L’aspetto musicoterapeutico si è svolto con diverse tecniche: musicoterapia in tempo reale, musicoterapia immaginativa-simbolica, musicoterapia attiva corporeo-sistemica, musicoterapia isomorfica e test musicali. La novità e la diversità dello studio e degli strumenti utilizzati è quella tendente a slatentizzare i vissuti sofferenti (nucleo psicopatologico di fondo), che il paziente spesso tende a tenere sottocelati per un’omeostasi patologica. Viceversa sia la musicoterapia che agendo a livello inconscio impegna la persona nella totalità e individualità, intervenendo sulle sfere del Sé in modo costruttivo, integrativo ed evolutivo, sia i colloqui psichiatrici ad impostazione sistemico-relazionale e sia i test di Rorscharc, Luscher e Musicoterapeutici (sonoro-uditivo), hanno avuto un’unica tensione: indurre il cambiamento terapeutico. Nei colloqui sia musicoterapeutici che psichiatrici sono stati studiati gli eventi, le storie familiari, le relazioni disfunsionali e le relazioni a corto circuito, ottenendo una lettura olistica del paziente e una ridefinizione della situazione patologica. (versione pdf).
di Pasquale Testa
Tesi finale di MASTER di II Livello in SCIENZE FORENSI (CRIMINOLOGIA - INVESTIGAZIONE - SECURITY - INTELLIGENCE), Direttore: Prof. Francesco Bruno, UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI ROMA “La Sapienza” Anno Accademico 2005-2006, del Dr. Pasquale Testa, nella quale si approfondisce il tema La formazione del personale di custodia e delle altre categorie, che lavorano all’interno degli O.P.G., che appare presupposto indispensabile per assicurare all’organizzazione interna la dovuta sinergia, per una efficace comprensione e soluzione delle problematiche proprie degli ex manicomi criminali. Nella prospettiva di una riforma del sistema psichiatrico giudiziario italiano, si è ritenuto di effettuare, presso l’Ospedale Psichiatrico Giudiziario “Filippo Saporito” di Aversa, un questionario rivolto agli Agenti della Polizia Penitenziaria, per analizzare le esigenze del personale maggiormente presente negli istituti di cura-detenzione, allo scopo di sottolineare la necessità di una formazione professionale differente da quella prevista per il normale circuito penitenziario.
(versione pdf)
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