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Dirigenza Sanitaria Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Aversa
(Dirigente Sanitario: Adolfo Ferraro)
In collaborazione con
SIFPP
(Società Italiana Formazione Psichiatria Penitenziaria e Forense)
e con il Patrocinio del
Dipartimento Psichiatria Seconda Università di Napoli
e del Comune di Aversa
XIV Convegno Nazionale di Studi
Libero Arbitrio, Discipline Forensi e Neuroscienze
Sfap -
04-
Direzione Scientifica
Adolfo Ferraro
Segreteria Scientifica
Massimiliano De Somma
Se la volontà degli uomini fosse libera, cioè ognuno potesse agire come
gli talenta, tutta la storia sarebbe una serie di casi fortuiti slegati. Se anche
un solo uomo fra milioni di uomini nel corso di un millennio avesse
la possibilità di agire liberamente, e cioè a suo talento, evidentemente
un solo libero atto di quell’uomo, contrario alle leggi, annienterebbe
la possibilità dell’esistenza di qualsiasi legge per tutto il genere umano.
Se invece esiste una sola legge che governi le azioni degli uomini, non
può esistere la libertà dell’arbitrio, poiché la volontà degli uomini deve
essere soggetta a questa legge. In questa contraddizione consiste il problema
del libero arbitrio, che dai tempi più remoti ha preoccupato i
maggiori ingegni dell’umanità, e dai tempi più remoti è stato posto in
tutto il suo significato.
L. Tolstoj, Guerra e pace, Mondadori, Milano 1951, tomo IV, p. 382 [ed. or. 1863-
EVENTO ACCREDITATO CON 11 CREDITI ECM
per Psicologi
IN FASE DI ACCREDITAMENTO ECM
per Medici
IN FASE DI
accreditamento formativo
per Avvocati al CNF
Il libero arbitrio è il concetto filosofico e teologico secondo il quale ogni persona è libera di fare le sue scelte. Ciò si contrappone alle varie concezioni deterministiche secondo le quali la realtà è in qualche modo predeterminata (destino), per cui gli individui non possono compiere scelte perché ogni loro azione è predeterminata prima della loro nascita.
La capacità di autodeterminarsi, però, è alla base del concetto di giuridico di responsabilità e -
La valutazione dell'imputabilità, in psichiatria forense, ruota esattamente attorno al grado in cui il libero arbitrio è stato "cancellato" o ridotto o comunque modificato dalla malattia mentale.
Recenti studi hanno dimostrato che esiste un inizio cerebrale inconscio anche nei movimenti volontari spontanei, .in anticipo. rispetto al manifestarsi della intenzione cosciente.
La consapevolezza si verificherebbe quindi dopo la volontà di agire, mentre l’azione sarebbe pronta ancor prima che la volontà di agire prenda forma. Ma questo concetto scientificamente dimostrato induce ad una ridefinizione del ruolo che il libero arbitrio dovrebbe avere nelle nostre azioni. Infatti, intervenendo in ritardo rispetto all’attivazione cerebrale, il processo intenzionale cosciente – quello che chiamiamo libero arbitrio -
In questo convegno psichiatri, psichiatri forensi, filosofi, medici legali, giuristi e neuroscienziati discutono del rinato interesse per il libero arbitrio, sia sotto il profilo teorico che sotto quello dei risvolti applicativi e delle esperienze personali e soggettive.
Il quesito di partenza del Convegno è:
può una volontà, espressione di un gran numero di processi fisiologici che hanno luogo nel cervello, essere dotata di una qualche forma di autonomia così da dar luogo a scelte o da esercitare un controllo su alcune azioni?
E in che modo la malattia mentale influenza ai fini giuridici questo processo?
Gli argomenti che il Convegno propone di sviluppare sono:
1) La psichiatria forense dimostra che il libero arbitrio non è un tutto o nulla. La quantità e qualità di libero arbitrio richiesta per un testamento è diversa dalla quantità e qualità di libero arbitrio richiesta per un contratto o per la valutazione dell’imputabilità giuridica.
2) I rapporti tra neuroscienze, determinismo e libero arbitrio
3) Imaging del libero arbitrio
4) La valutazione quantitativa e qualitativa del libero arbitrio e l’influenza su questo ultimo delle condizioni sociali , ambientali e culturali.
5) Rapporti tra il libero arbitrio e la malattia mentale e la tendenza a delinquere.
6) Le esperienze dei Relatori sull’argomento.
Alla luce di recenti sentenze giudiziarie (vedi sentenza della Corte di Assise d’Appello di Trieste) si intravede la possibilità di affermare con maggiore precisione e certezza scientifica la presenza o meno della capacità di intendere e di volere e quindi della imputabilità in senso giuridico. Ma è evidente il rischio di produrre delle certezze che non tengono conto di fattori variabili nella vita di un individuo, e quindi di spingersi verso un organicismo che può produrre errori e discriminazioni.
Il Convegno si propone di approfondire questi argomenti e produrre un apporto scientifico alla questione del libero arbitrio e il suo rapporto con la tendenza a delinquere e quanto questa viene influenzata da meccanismi che prevedono interventi sull’imputabilità giuridica.
PROGRAMMA
Giovedì 4 Novembre
Sessione unica
Ore 15.00 -
Apertura del convegno, registrazione partecipanti.
Saluto della Autorità.
Ore 16,00 -
Chairman: Emilio Di Somma -
Lorenzo Chieffi
Professore di Diritto Pubblico Generale SUN -
Diritto all'autodeterminazione nel quadro dei valori di rilievo costituzionale
Antonello Crisci -
0 to3, da zero a tra anni
Gianfranco Buffardi -
Possibilità, progettualità, scelta:le dimensioni esistenziali del libero arbitrio
On. Carlo Ciccioli -
Ore 19.30: Lettura Scenica del “Caino” di Byron
A cura del gruppo di teatro terapia dell’OPG di Aversa condotto da Gesualdi-
Venerdì 5 Novembre
Prima Sessione
Ore 9,00 -
Chairman: Vittorio Volterra -
Ugo Fornari -
Giancarlo Nivoli -
Stefano Ferracuti -
Libertà e consenso in psichiatria
Giuseppe Sartori -
Libero arbitrio e neuroscienze.
Francesco Bruno -
Libero Arbitrio oggi
Seconda Sessione
Ore 15,00 -
Chairman: Claudio Flores -
Vincenzo De Simone -
Anna Baldry -
Libero arbitrio e condizionamento socio-
Alessio Maione -
Controllo sociale e non imputabilità in psichiatria: un approccio storico-
Franco Scarpa -
Gianfranco Rivellini -
Cervello, Mente e Società, ovvero le libertà circolari.
Roberto Accivile -
Dal Mosè di Michelangelo al time brain: la prova della più alta impresa psichica
Ignazio Senatore -
Sabato 6 Novembre
Sessione unica
Ore 9,00 -
Chairman: Gianfranco Buffardi -
Vittorio Volterra -
Viviana Visca -
Quali margini di libertà ha il libero arbitrio sulle condotte criminali?
Ambrogio Pennati -
Indicatori biologici della pericolosità sociale: vincoli o opportunità?
Antonino Calogero -
Gianfranco Rivellini -
Ettore Straticò -
Libero Arbitrio e Pericolosità Sociale
Francesco Schiaffo -
Vincenzo Mastronardi -
Perché i cattivi. (Documentazioni filmiche)
___________________
Alcuni Abstract
Ugo Fornari
Prova “scientifica” e discipline forensi
Con il progredire delle conoscenze e dei nuovi orizzonti operativi inambito psichiatrico e giuridico, terminata l’era lombrosiana e quella della medicina criminologica, è risultata sempre più evidente l’insufficienzae l’inappropriatezza del modello medico-
Giuseppe Sartori
Libero arbitrio e neuroscienze
Nella presentazione verranno affrontati i modelli cognitivi dell'azione libera e gli studi delle neuroscienze cognitive su questo tema. Verranno inoltre analizzate le ricadute delle più recenti acquisizioni scientifiche sul tema della valutazione della riduzione del libero arbitrio (vizio di mente). La tesi è che questi approcci possano aiutare a meglio sistematizzare le procedure di valutazione psichiatrico forense e conseguentemente possano contribuire a ridurre i margini di discrezionalità nella valutazione del vizio di mente.
Vittorio Volterra -
Quali margini di libertà ha il libero arbitrio sulle condotte criminali?
Il libero arbitrio che ha nella tradizione filosofica la sua sede propria di elaborazione e di approfondimento, è stato affrontato nell’ambito della psicologia a due livelli: 1) per assenza di costrizione o d’impedimenti (libertà da…); 2 )per capacità di autodeterminarsi secondo un autonoma scelta in vista di fini con ricerca di mezzi adeguati (libertà per …). In entrambe le accezioni non si tratta però di una libertà assoluta. Il libero arbitrio, infatti, ha sempre limiti più o meno ristretti, dovuti sia a “condizionamenti interni” (genetici, biologici, pulsionali, ecc.) che “esterni” (sociali, ambientali, contestuali, educativi, culturali, ecc.).
Nel comportamento criminale, uno “screening” fondamentale è dato dalle norme e dalle leggi, variabili sia in ordine spaziale (ciò che è lecito in uno Stato, per esempio l’assunzione di bevande alcooliche, è illecito in un altro), che temporale (durante una guerra, uccidere può diventare non solo lecito, ma addirittura doveroso).
In certe condizioni psicopatologiche non c’è libero arbitrio in quanto le capacità d’intendere e di volere risultano essere compromesse totalmente, o limitate, talora, anche perché la capacità d’intendere può apparire conservata, ma compromessa quella di volere e viceversa (vengono riportati alcuni esempi).
Come lo sviluppo delle neuroscienze ha permesso di superare la psicoanalisi e di mantenerla in un settore a parte, seppure importante, secondo quanto già prefigurato da Freud, così il libero arbitrio, in ambito medico-
Franco Scarpa
I pazienti in OPG: “privati” del libero arbitrio e della libertà di cura
Il sistema delle misura di sicurezza, inserito nel Codice Penale nel 1930, determina la privazione sostanziale della libertà ed inserite in un regime penale per le persone che commettono reati, riconosciute incapaci di intendere e volere per difetto della libertà di autodeterminazione.
La Legislazione del nostro Paese non ha mai affrontato in maniera risolutiva questo nodo che intreccia contemporaneamente esigenze di cura ed esigenze di sicurezza, affidando ad un sistema punitivo e di controllo il compito di farsi carico di tali persone.
Le modifiche introdotte nell’assistenza sanitaria (DPCM 1-
Si affrontano le questioni chiave da mettere al centro dell’attenzione del futuro sviluppo delle politiche in materia di trattamento delle persone inferme di mente autori di reato, fino alla possibile organizzazione di strutture in grado realmente di curare le persone.
Ugo Fornari -
Indicatori neurobiologici della pericolistà sociale: vincoli o opportunità ?
Gli AA, sulla base di:
• una disamina del:
• concetto di gene in biologia, in psicologia, in psichiatria, e delle sue possibili estensioni alla definizione di marcatore di traits tendenzialmente immutabili
• della evocatività emotivo-
• delle recenti acquisizioni in tema di epigenetica
affrontano il problema della rilevanza, in qualità di evidence, dei profili genetici nella psicopatologia forense scientificamente fondata ai fini della definizione della pericolosità sociale psichiatrica. Le relative riflessioni verranno estese ad altri indicatori neurobiologici (assetti neurotrasmettitoriali, endocrini, neuropsicologici) che si stanno sempre più significativamente proponendo alla comunità scientifica.
Le conclusioni, declinate nel contesto del modello bio-
Francesco Schiaffo
Trattato di Prum, legittimità, e rilevanza genetica
La sentenza n.5 del 2009 della Corte d'assise d'appello di Trieste segna senza alcun dubbio un momento fondamentale della giurisprudenza in materia di imputabilità. D'altra parte, la rilevanza che, sotto questo profilo, è stata attribuita per la prima volta ad accertamenti di tipo genetico, è immediatamente successiva alla adesione italiana al Trattato di Prum (legge n.85/2009) e, quindi,colloca in una fase del tutto particolare della evoluzione dell'ordinamento giuridico italiano. Infatti, con lasulla banca dati nazionale del DNA per la maggiore efficacia della cooperazione europea contro la criminalità è stata riconosciuta una diffusa ed ampia rilevanzapotenzialità di contributi investigativi derivati da indagini sulle informazioni genetiche individuali. Vanno ricostruiti, tuttavia, i termini esatti degli argomenti probatori utilizzati dalla Corte d'assise d'appello di Trieste per valutarne la legittimità nell'ambito di un sistema penale fondato sui principi di materialità ed offensività riconosciuti nella Costituzione repubblicana.
Gianfranco Buffardi
Possibilità, progettualità, scelta: le dimensioni esistenziali del libero arbitrio.
L’esistenza del singolo è incardinata nelle dimensioni della possibilità e della scelta, ed è orientata la progettualità: in questo senso l’esistenza risolve il dilemma del libero arbitrio e supera il determinismo. Una frattura esistenziale, una caduta della progettualità, l’incapacità di leggere il mondo di possibilità in cui si è immersi e di adeguarne le scelte coesiste spesso con forme di sofferenza profonda del singolo. La scoperta della propria libertà interna è strumento di cura
Anna Costanza Baldry
Il Libero arbitrio e condizionamento socio-
Il comportamento umano è una combinazione di scelte personali e condizionamenti socio-
Quando si parla di libero arbitrio e di capacità di intendere e di volere si fa riferiemnto a costrutti medici, clinici all'interno della perizia psichiatrica sull'imputabilità.
E' interessante non trascurare la dimensione sociale nelle scelte nelle effettive azioni comportamentali. In quest'ottica si propone una lettura della valutazione della capacità di intendere e di volere facendo anche riferimento ai costrutti propri della psicologia sociale comesociale normativa che in alcuni tipi di reato, come l'uxoricidio, ma anche i maltrattamenti, gli atti persecutorio o la violenza sessuale, risentono molto di modelli sociali che di fatto spostano, senza diminuire in alcun modo la responsabilità individuale, l'asse della motivazione. Si agisce per conformarsi, per ripristinare uno status quo sociale. Un po' come avveniva nei casi del delitto d'onore.
Antonino Calogero -
Libero arbitrio e pericolosità sociale
Vari movimenti di pensiero hanno portato a radicalizzare l’agire dell’uomo secondo due correnti di pensiero in contrapposizione tra loro: una (più filosofica e religiosa) che vuole l’individuo libero di fare le proprie scelte fuori da qualsiasi condizionamento, l’altra che lo vede imprigliato in un destino precostituito e quindi “non libero” di realizzare le proprie scelte. Evidentemente la realtà è molto più complessa di queste due correnti di pensieri contrapposti, per le innumerevoli variabili che entrano in gioco e per i diversi momenti in cui, queste, si intersecano tra di loro. Il libero arbitrio come presupposto della capacità di agire, indipendentemente da condizionamenti, è un utopia, non è vero neanche il contrario che le nostre scelte sono in qualche modo preconfezionate.
I condizionamenti che influenzano la libera scelta dell’uomo rimandano a quella struttura di personalità che si è plasmata, durante il ciclo evolutivo, nell’intersecazione tra componenti interne (genotipiche, costituzionali) e componenti esterne (fenotipiche, sociali ambientali).
Come si colloca allora la responsabilità dell’agire dell’uomo, soprattutto nel campo giuridico ed in psichiatria forense, se il suo comportamento non è veramente mai del tutto libero ed è condizionato da eventi di cui spesso non è del tutto consapevole?
L’uomo nella scala gerarchica del “regno animale” si distingue per la capacità di sviluppare all’interno della sua psiche, istanze come l’“io” ed il “SuperIo” che gli permettono di agire, per quanto riguarda le relazioni sociali, nella maggior parte, in maniera consapevole e sotto la guida di un censore interno. L’essere umano “sa” ed ha la “capacità di controllare” i propri impulsi, nella maggior parte dei casi, ad eccezione quando è colpito da una alterazione mentale o nei casi più gravi, da una malattia mentale. In questi casi, il suo agire non è più “libero” e responsabile, ma “obbligato” ed irresponsabile, perché completamente sganciato dalla comprensione e dal controllo.
Il libero arbitrio deve fare i conti con le motivazioni inconscie che determinano il comportamento umano (aspetti psicologici) ma anche con tutti i macrosistemi di leggi razionali (i codici) in cui il soggetto è (o dovrebbe essere) consapevole.
Le Neuroscienze, con il loro incessante progredire, arricchiscono la conoscenza dell’uomo, contribuendo ad assottigliare la distanza tra i complessi meccanismi del suo comportamento, sia a livello fisiologico che patologico, ed il substrato biologico. L’equazione che si deve sempre coniugare, almeno fino allo stato attuale delle nostre conoscenze, è che queste, per quanto di notevole contributo, non possono portare “automaticamente” alla valutazione delle capacità (o incapacità) “complessive” dei pazienti psichiatrici autori di reato, che rimangono di esclusiva competenza della psichiatria forense.
Gli autori intendono approfondire come, le nuove acquisizioni nel campo delle Neuroscienze si possono correlare con il libero arbitrio e quindi con l’imputabilità e la pericolosità sociale dei soggetti affetti da disturbi psichiatrici.
Roberto Accivile
Dal Mosè di Michelangelo al time brain la prova della più alta impresa psichica
La propria passione è la più alta impresa psichica, ma deve venire accreditata dal “vedere”. Dall’esterno si deve poter cogliere il conscio e l’inconscio; per la psicanalisi l’inconscio è osservabile come il conscio. Freud ne scopre la “prova” nel marmo di Michelangelo.
Le neuroscienze ci offrono oggi una prova visibile, a volte osservabile in presa diretta. Resta qualche domanda: il soggetto agente ce la farà in soli 200-
Vincenzo De Simone
E' scritto nel DNA! La corretta interpretazione dei dati di genomica funzionale umana e i rischi di un nuovo determinismo genetico.
Le nuove metodiche di genomica funzionale, rese sempre più potenti dalla disponibilità di sequenziatori di DNA "high-
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Costi ed Iscrizione:
1) UDITORE (Senza richiesta ECM o Attestato di Partecipazione): La partecipazione è libera e gratuita. Per partecipare in qualità di uditore non è necessaria alcuna prenotazione nè procedura burocratica.
L'accesso è libero, non regolato ne sottoposto a firma di presenza, compilazione moduli o marcatura del badge elettronico. Il partecipante può accedere o allontanarsi a qualsiasi ora, seguire solo specifici interventi oppure l'intero convegno, ma non ha diritto a nessun attestato di partecipazione e non verrà riconosciuta nè certificata la sua presenza e/o partecipazione a nessuna giornata del Convegno.
2) PARTECIPANTE: (Con richiesta Crediti formativi ECM per Medici o Psicologi; Con richiesta crediti formativi per Avvocati, Con richiesta di Attestato di Partecipazione generico): Per iscriversi è necessario effettuare un bonifico bancario di € 350,00 intestato alla SIFPP, Conto n. 160330 -
L'accesso è regolato e sottoposto a firma di presenza e compilazione moduli per tutti i partecipanti, ed in più alla compilazione del "questionario di verifica apprendimento" solo per i medici e gli psicologi che hanno richiesto i crediti formativi ecm. Il partecipante non può accedere o allontanarsi a qualsiasi ora, ne seguire solo specifici interventi ma è obbligato a partecipare all'intero convegno.
Per l'accesso alle Sale del Convegno e ricevere la modulistica necessaria alle procedure ECM o i crediti formativi per Avvocati, o l'Attestato di Partecipazione generico, sarà necessario consegnare in loco la documentazione originale del bonifico effettuato.